desertificazione

Solitamente alla parola “desertificazione” la nostra mente corre lontano verso i Paesi in via di sviluppo, dove l’erosione dei paesaggi naturali – data dal taglio di piante e alberi - provoca un progressivo ed inesorabile impoverimento del terreno. In realtà la desertificazione è un fenomeno che riguarda tutti, anche l’Italia e, in occasione della Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione, che si è celebrata venerdì scorso in tutto il mondo, il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ci ha tenuto ad esprime il suo pensiero sull’importanza delle foreste per il nostro pianeta in particolare in questo 2011 in cui ricorre l'Anno internazinale delle Foreste.

L’abbinamento della Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione con l’anno internazionale delle foreste – ha detto il Ministro Prestigiacomo – ha per l’Italia un elevato valore simbolico. Il 34,7% della superficie del Paese, infatti, è ricoperto da boschi e foreste, protetti da una normativa attenta e in costante evoluzione. La protezione e la gestione delle foreste costituisce un tassello essenziale nella lotta alla desertificazione e al degrado del suolo, causati anche dai cambiamenti climatici”.

“Le foreste sono essenziali contro il degrado del territorio” – aggiunto il ministro nel momento in cui ha annunciato l'adesione all’evento internazionale- che svolgono un “ruolo fondamentale delle foreste nelle zone aride del mondo”.
In particolare, quest’anno si punta l’attenzione sul ruolo fondamentale delle foreste nelle zone aride del mondo, anche perché il 2011 è stato definito come l’anno Onu dedicato ai polmoni verdi della Terra.

Il nostro Paese è già da tempo impegnato nella lotta contro la desertificazione, sia in Italia che all’estero, e nel corso degli ultimi anni ha dato il via a progetti e attività di cooperazione nei paesi in via di sviluppo, diversi Piani di azione locali e “Progetti pilota” nelle cinque regioni italiane più soggette al fenomeno della desertificazione: Basilicata, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia, ma anche in Abruzzo, Piemonte, Campania, Toscana, Emilia Romagna e Liguria, dove il problema inizia ad evidenziarsi.

A confermare la situazione critica delle aree in pericolo nel nostro Paese è l’”Annuario dei Dati Ambientali – Edizione 2010, opera dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, in collaborazione con il Sistema agenziale, che hanno evidenziato la precarietà degli equilibri ambientali, specie in Sicilia, dove il 70% del territorio regionale rischia di impoverirsi, seguita da Molise (58%), Puglia (57%) e Basilicata (55%).

Verdiana Amorosi

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