Diritto al cibo: la biodiversità va coltivata

lafamenon__giustaLo scorso autunno Altromercato ha lanciato la campagna Diritto al Cibo, non solo per sottolineare la drammaticità della crisi alimentare del Sud del mondo, ma anche per rilanciare un'attività d'informazione a favore della tutela della quale autentico patrimonio.

Non a caso Legambiente e Aiab (Associazione Italiana Agricoltura Biologica) hanno deciso di sostenere pienamente la campagna: la loro adesione, infatti, testimonia che la battaglia per la sovranità alimentare rappresenta "un impegno condiviso da chi si impegna nella difesa dell'ambiente, nella produzione di alimenti biologici e bio-diversi e nell'ambito del commercio equo e solidale: un mercato del cibo basato su logiche di maggiore equità e sostenibilità è la risposta, possibile e necessaria, a cui tendono istanze convergenti" come ha affermato recentemente Chiara Bonati, presidente di Altromercato.  
La biodiversità sta scomparendo dal nostro pianeta e questo purtroppo rappresenta un grave impoverimento del terreno e non solo: infatti, attraverso la diversificazione della colture è possibile rendere i raccolti più forti rispetto a malattie e siccità, assicurando pertanto un cibo migliore, più vario e salutare.  
I consumatori sono i primi destinatari della campagna, perché attraverso scelte consapevoli è possibile condizionare anche le decisioni che provengono dai governi e dalle istituzioni. Prediligere prodotti di stagione e le filiere corte significa acquistare cibi più genuini premiando chi li produce, riducendo così i passaggi d'intermediazione. "Non è più pensabile - ha affermato Andrea Ferrante, presidente Aiab - continuare sulla strada di un modello agroindustriale insostenibile, alimentato dalla speculazione finanziaria e totalmente dipendente dal petrolio, che strozza il diritto dei popoli alla sovranità alimentare. Così come il modello che spaccia gli Ogm come soluzione per la fame nel mondo, è assolutamente inattuabile. L'agricoltura bio (...) è oggi l'unica risposta che può permettere al mondo di garantire una produzione e un consumo dei prodotti della terra sostenibili per tutti".

Per questi motivi la tutela dell'ambiente rappresenta un altro punto fondamentale per la riuscita della campagna. I cambiamenti climatici, le pratiche agricole inquinanti, le monoculture intensive, lo sfruttamento sconsiderato dei terreni, lo spreco della risorsa acqua sono tutti fattori aggravanti, pertanto anche l'impegno di Legambiente - testimoniato da Maurizio Gubbiotti, coordinatore della segreteria nazionale dell'Associazione - assume un significato particolare.  
Va segnalato che un ulteriore momento di confronto su queste tematiche si svolgerà in Africa, luogo simbolo della lotta per il diritto al cibo, i prossimi 29-30 maggio: Terramadre Tanzania - evento organizzato nell'ambito dell'omonima Associazione nata nel 2004 a Torino - è sorto all'interno del progetto "Sustainable agriculture, biodiversity protection and fair trade, together against poverty" finanziato dall'Unione Europea. L'appuntamento è promosso dal CEFA, una Ong che da anni si occupa di sviluppo rurale, Slow Food Internazionale, Fondazione Slow Food per la Biodiversità e Fairtrade Italia. Durante le due giornate si terranno seminari e dibattiti, animati da un centinaio di piccoli produttori e operatori nel settore biologico.

Simona Calissano

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