hi-tech e ambienteL'ambiente e il futuro sostenibile nelle mani delle industrie tecnologiche? Sembra un paradosso, ma forse la nuova frontiera della sostenibilità si nasconde proprio nelle soluzioni e nelle iniziative del mondo Hi-Tech.

L'alta tecnologia vuole giocare il ruolo da protagonista nella tutela ambientale e, allo stesso tempo, proporsi come strumento efficace per la ripresa economica. Un progetto ambizioso, del quale si parlerà nel talk show Hi-Tech & Ambiente: una sfida per il futuro, organizzato dal consorzio ReMedia, che si terrà il 20 aprile prossimo a Milano.
A condurre i giochi, con il suo stile frizzante e rigoroso insieme, il climatologo e giornalista radiotelevisivo Luca Mercalli. Interverranno i rappresentanti di alcune tra le più importanti aziende del settore e giornalisti ed esperti di ambiente e consumi come Frieda Brioschi (Wikimedia Italia), Guglielmo Pepe (National Geographic Italia), Cristina Gabetti (Occhio allo spreco, rubrica di Striscia la Notizia). Il mondo politico e istituzionale sarà rappresentato dagli Onorevoli Maurizio Lupi (Vice Presidente Camera dei Deputati), Ermete Realacci (Fondazione Symbola) e Lucio Stanca (ex Ministro Innovazione e Tecnologie). Parteciperà inoltre, - in collegamento da Siracusa - il Ministro Stefania Prestigiacomo.
Hi-Tech e ambiente: ma è davvero una storia d'amore possibile? Secondo ReMedia - che per l'occasione presenterà il proprio Report di Sostenibilità - la risposta è sì, ormai la Green Hi-Tech è una realtà: prodotti che consumano sempre meno energia, realizzati in materiale riciclato o altamente riciclabili a loro volta. Apparecchi a ridotto impatto ambientale progettati secondo i principi di Eco-design, Efficienza Energetica e Economia del Riciclo.
Queste sono le parole chiave per far sì che l'alta tecnologia sia sempre più funzionale per l'uomo e leggera per l'ambiente. E anche una risorsa per l'economia: gli oltre 1.000 soci che ReMedia riunisce (aziende nazionali e internazionali di elettronica, informatica e tecnologia di ogni genere) rappresentano, con un fatturato di 40 miliardi di euro, il 2,7% del PIL italiano e danno lavoro a oltre 230 mila persone.
Un bilancio in crescita, se si considera anche il rapido sviluppo che sta vivendo l'industria del riciclo delle apparecchiature elettriche ed elettroniche: un settore che, oltre a offrire nuovi posti di lavoro, potrà generare un circolo virtuoso di rapporti e dialogo tra cittadini, produttori e pubbliche amministrazioni.

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