Un'altra Expo è finita, W Astana!

Con la tipica cerimonia di chiusura (musica+discorsi+fuochi di artificio) si è chiusa l'Expo Internazionale 2017 tenutosi in Astana (Kazakistan), il cui focus principale era quello dell'energia. Ed è a mente fresca, con tanti appunti sotto mano, che viene più facile capire cosa è stata, cosa rimarrà, provando a trarre conclusioni e spunti per il futuro.

Innanzitutto parliamo del buon successo di pubblico. Qualcuno si è lamentato del fatto che fosse all'85% di provenienza interna, ovvero di kazaki, ma la diffusione di nozioni, informazioni, buone pratiche in tema energetico non sono mai troppo poche o limitanti. Bene così.

Astana 2017 è stato soprattutto un ottimo contenitore di informazioni importanti, i padiglioni nazionali e quelli tematici hanno in alcuni casi usato un linguaggio nozionistico, in altri meramente turistico, ma ce ne sono stati diversi che hanno centrato il segno provocando un coinvolgimento immediato e di impatto, che rimarrà impresso a lungo nei visitatori

In questo senso, purtroppo, l'Italia si posiziona tra i padiglioni che hanno fornito delle nozioni senza colpire granché l'immaginario. Con una sequenza dei nostri Grandi nel campo energetico, da Leonardo Da Vinci ad Alessandro Volta, e poco più, la sensazione è stata di uno stand freddo, poco coinvolgente. Forse sarebbe stato meglio puntare sull'effetto "agenzia di viaggi". Il General Manager del padiglione Italia, Valentina Pomatico, ci ha comunque assicurato che l'Italia ha fatto la sua parte, con la buona riuscita della Giornata Nazionale (evento organizzato a turno dalle nazioni presenti) e pare che siano stati buoni anche i collegamenti creati in termini di affari. Confidiamo nella parola.

austria expo 2017

Bene invece altri padiglioni come quelli dei nostri vicini austriaci e tedeschi che hanno fatto il pieno di presenze e di apprezzamenti. I primi se la sono cavata alla grande con una palestra di energia cinetica, al grido di "Future Energy is you" (trad. l'Energia del futuro sei tu), riscuotendo successo anche e soprattutto tra i più giovani. I secondi invece con l'interattività e con uno show dal forte impatto visivo, che ha colpito tutti, nessuno escluso. E che ha permesso alla Germania di vincere il primo premio nel gradimento.

Apprezzati anche i padiglioni del Kazakistan, della Svizzera, del Regno Unito e della Russia. Presente anche la Città del Vaticano.

L'Expo ha ovviamente lasciato anche delle infrastrutture permanenti. La citazione d'obbligo va al padiglione centrale, la Grande Sfera, in cui è stato creato un Museo dell'Energia e che tale rimarrà anche dopo l'inevitabile smantellamento (con smaltimento) dei padiglioni di contorno. Il Museo vale una visita, se mai visiterete il Kazakistan e Astana.

L'Expo lascia anche la consapevolezza di pensare al Kazakistan come una meta turistica e non solo per uomini d'affari, attratti dalle grandi riserve di materie prime che ne stanno permettendo una crescita importante. Astana è una città che stuzzica chi ha familiarità con l'architettura e chi vuole assistere ad uno sviluppo impetuoso di grattacieli, centri commerciali e culturali. E anche se la nota dolente dell'univocità culturale, ricorrente a queste latitudini, all'orecchio europeo suona ancora forte, la capacità di sorprendere è altrettanto potente.

Mario Notaro