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Il 20 giugno si celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato istituita dall’Onu che ricorda il coraggio, la forza e la perseveranza di milioni di famiglie in fuga da guerra, violenza e povertà.

La guerra in Siria e le altre guerre civili e di regime sparsi in tutto il mondo, hanno creato una crisi umanitaria senza precedenti. A pagarne le conseguenze sono soprattutto le donne e bambini.

Dal 2000 al 2015 il numero totale dei migranti internazionali donne è aumentato di oltre 32 milioni, ma in generale sono  26 milioni le donne che vivono in situazioni di emergenze e sottoposte a violenze, torture, stupro, mutilazione genitale, gravidanze precoci e i matrimoni forzati.

In molti Paesi poi manca l’accesso ai servizi sanitari di base, non esiste la pianificazione familiare né l’assistenza prenatale. Molte viaggiano senza documenti, svolgono attività lavorative a basso salario o non regolamentate e mancano di protezione.

“Nei contesti di conflitto, emergenza e migrazione sono le donne e le ragazze le prime a subire le conseguenze più gravi in termini di salute, e ad essere particolarmente esposte ai rischi di esclusione, marginalizzazione, sfruttamento sessuale e violenza di genere”, spiega Flavia Bustreo, vicedirettore generale dell’OMS per la Salute della Famiglia, delle Donne e dei Bambini.

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Accanto alle donne, c’è l’urlo disperato degli 8mila bambini e ragazzi che hanno affrontato da soli un terribile viaggio attraverso il Mediterraneo. Dagli ultimi dati disponibili, ad aprile 2017, sono 15.939 i minori censiti e presenti nelle strutture di accoglienza.

Un sostegno per i minori è fornito da SOS Villaggi Bambini che lancia un nuovo progetto “Io non viaggio solo” dedicato al sostegno di minori stranieri non accompagnati che arrivano nel nostro Paese, ma non solo.

Il dramma della guerra:

bambini siriani

Petizione ed eventi

Per celebrare la Giornata Mondiale del Rifugiato, l’UNHCR ha lanciato la campagna #WithRefugees che durerà fino al 19 settembre e che ha come obiettivo quello di far conoscere i rifugiati attraverso i loro sogni e le loro speranze.

Molti attori e personaggi pubblici stanno partecipando alla campagna inviando messaggi e foto con lo slogan #WithRefugees, con l’obiettivo di mostrare ai leader mondiali che i cittadini sono dalla parte dei rifugiati per far sì che vengano migliorate le loro condizioni.

La petizione #WithRefugees già firmata da oltre un milione di persone, verrà presentata all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York il 19 settembre e consisterà in una serie di richieste rivolte ai governi, ovvero garantire che ogni bambino rifugiato possa accedere all’istruzione, che ogni famiglia rifugiata abbia un posto sicuro in cui vivere e garantire che ogni rifugiato possa lavorare o acquisire nuove competenze per dare il suo contributo alla comunità.

PER FIRMARE LA PETIZIONE CLICCA QUI

Diversi eventi sono stati organizzati nel mondo per celebrare la Giornata, clicca qui per conoscere quelli più vicini a te.

Dominella Trunfio

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