Save_the_beach_hotel_spazzatura

Sensibilizzare i cittadini ad un corretto smaltimento dei rifiuti e alla tutela delle spiagge: ecco gli importanti obiettivi della campagna promossa dalla birra Corona Extra in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, il prossimo 5 giugno. L’evento centrale della campagna è costituito dalla realizzazione di un hotel davvero particolare: i materiali di costruzione, infatti, saranno dei rifiuti raccolti su alcune spiagge europee. L’installazione vuole mostrare le conseguenze di comportamenti non sostenibili e non rispettosi dell’ambiente, e rappresenta un invito a cambiare rotta, per il bene di tutti, e a prenderci cura del nostro paesaggio e delle nostre spiagge.

La creazione di un hotel fatto di spazzatura è parte di Corona Save the Beach, un’iniziativa nata nel 2008 per promuovere la salvaguardia e il recupero delle spiagge. L’installazione temporanea sarà realizzata a Roma, su progetto dell’artista tedesco HA Schult, tra i primi ad affrontare temi quali lo squilibrio ecologico e l’impatto umano sulla natura: un impatto di cui l’inquinamento e l’abbandono dei rifiuti sulle spiagge sono tra i segni più evidenti.

Il Save the Beach Hotel sarà accessibile dal 3 al 6 di giugno 2010: si tratterà di una costruzione di due piani, in grado di ospitare fino a 10 persone per notte. Chiunque desideri trascorrere una notte in questo hotel unico al mondo, potrà partecipare ai concorsi organizzati attraverso il sito web dell’iniziativa o la sua fan page su Facebook. Spiegando le motivazioni che spingono prendere parte all’iniziativa, si potrà vincere un pernottamento all’interno dell’installazione.

La costruzione dell'hotel vuole essere un invito a tutti i cittadini europei ad agire a tutela delle loro spiagge: “L'importanza di questo progetto” spiega in proposito l’ideatore dell’installazione, HA Schult, “è racchiusa in ciò che l’hotel simboleggia. [...] Viviamo in un epoca di enorme produzione di rifiuti, produciamo tonnellate di spazzatura e questo è ciò in cui rischiamo di trasformarci. È veramente questo quel che vogliamo per la nostra Terra?” Una domanda che suona come un monito e che dovrebbe farci pensare, anche perché è un dato di fatto che i rifiuti abbandonati rappresentino la maggiore fonte di inquinamento per le spiagge di tutta Europa.

La campagna promossa da Corona Save the Beach prevede anche il “salvataggio” concreto di una spiaggia: chiunque può segnalare sul sito del progetto le spiagge pa rischio abbandono e degrado e Corona Extra provvederà a ripulire e a recuperare quella che risulterà più votata. Nel 2009, la spiaggia “salvata” dall’invasione dei rifiuti grazie alla segnalazione degli utenti è stata quella di Capocotta, vicino a Roma.

Più in generale, Corona Extra, in collaborazione con la Foundation for Environmental Education (FEE) e con il Programma Bandiera Blu per la protezione e il miglioramento dei mari e delle coste, si è impegnata ufficialmente a “salvare” almeno una spiaggia europea all’anno. Ma, in aggiunta ad iniziative lodevoli e originali come queste, tanto può e deve essere fatto dai singoli, che con un comportamento più attento e responsabile possono contribuire a salvaguardare l’ambiente o, quantomeno, impegnarsi a non distruggerlo.

Lisa Vagnozzi



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