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Oggi, 3 marzo, è il World Wildlife Day, la Giornata mondiale Onu dedicata alla vita selvatica. Nel nostro paese quest'anno al centro dell'attenzione è il lupo, sempre più a rischio a causa del bracconaggio e degli abbattimenti illegali.

Il 20 dicembre del 2013 l'Assemblea Generale Onu ha deciso di proclamare il 3 marzo, la data della firma della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e fauna selvatiche (CITES), la Giornata Mondiale dedicata alla vita selvatica per festeggiare e sensibilizzare sull'importanza e sui rischi che corrono animali e piante selvatiche nel mondo.

La fauna selvatica in particolare oggi si trova ad affrontare molte sfide. Le più grandi minacce sono la perdita dell'habitat, lo sfruttamento eccessivo dei pascoli, l'agricoltura e lo sviluppo. Il bracconaggio e il traffico di fauna selvatica portati avanti dalla criminalità organizzata transnazionale rappresentano la minaccia più grave per molte specie iconiche. Elefanti, pangolini, rinoceronti, squali, tigri e specie arboree preziose sono quelle più a rischio.

Per l'edizione 2016, il tema delle Nazioni Unite è “Il futuro delle specie selvatiche è nelle nostre mani”. Gli elefanti africani e asiatici sono gli osservati speciali a livello globale. I paesi di tutto il mondo sono invitati a mettere in evidenza le specie di animali selvatici e piante dei loro paesi.

giornata vita selvatica

In Italia, il WWF ha scelto di puntare l'attenzione sul lupo, sempre più flagellato dagli abbattimenti e poco tutelato dalla legge, anzi. Il Piano di gestione proposto dal Ministero dell'Ambiente ancora in discussione  prevede addirittura una deroga alla tutela della specie consentendo l’abbattimento fino a 60 lupi l'anno. Una specie importante anche per mantenere gli ecosistemi sani.

Per approfondire: SALVIAMO I LUPI DALL'ABBATTIMENTO, #SOSLUPO (PETIZIONE)

In occasione del World Wildlife Day, l'associazione ha reso note le 6 azioni che dovrebbero essere compiute per salvare il lupo:

1) contrastare il fenomeno del bracconaggio;

2) limitare il vagantismo dei cani padronali e il randagismo, per contrastare il rischio di ibridazione con il lupo e le predazioni di animali domestici e selvatici;

3) diffondere l’uso di efficaci strumenti di difesa e di prevenzione dei danni agli animali allevati e incentivare il pascolo sorvegliato da uomini e cani

4) indennizzare completamente quegli allevatori virtuosi ma comunque colpiti da predazione;

5) informare correttamente sull’ecologia e sul comportamento lupo;

6) monitorare il lupo utilizzando metodologie standardizzate e condivise

“Decidere di uccidere anche un solo lupo è un pessimo salto culturale nel passato che esporrebbe questa specie ad ulteriori minacce da parte dei bracconieri e anche un rischio di aumento dei danni al bestiame. Convivere con il lupo si può e le realtà locali che hanno applicato i metodi di prevenzione lo dimostrano” commenta il WWF.

Francesca Mancuso

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