Acqua di rubinetto: in piazza con Legambiente e Federutility per dire che è buona, economica e amica dell'ambiente

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L'acqua del rubinetto oltre ad essere più economica e rispettosa dell'ambiente, è anche più sicura e controllata dell'acqua in bottiglia. A confermare ciò che fino a ieri era una convinzione di pochi, arriva il dossier "Acqua di rubinetto? Sì grazie" redatto da e Federutility, la federazione la federazione delle aziende di servizi pubblici locali che operano nel settore idrico che questo week end saranno presenti insieme in 60 piazze italiane per promuovere l'uso e sfatare i luoghi comuni che circondano la cosiddetta "acqua del Sindaco".

 

Perché nonostante ciò che si pensi, l'acqua del rubinetto è sicura. Basti pensare che subisce almeno 4 controlli di routine giornalieri oltre al controllo annuale di verifica previsto ogni danno dalla normativa a fronte dell'unico controllo annuale alla quale sono obbligate le acque in bottiglia. Ed è così che sono oltre 250 mila le analisi effettuate in un anno nella sola città di Roma, come pure quelle in Puglia, 350 mila in Provincia di Milano, Pavia e Lodi.

Le analisi vengono seguite in parallelo da Asl, Agenzie regionali di protezione ambiente e dal gestore del servizio idrico attraverso sofisticate tecnologie in grado di monitorare in tempo reale alcuni parametri fondamentali per la potabilità dell'acqua. I risultati poi vengono resi pubblici sui siti internet delle aziende locali, sui giornali locali o in alcuni casi anche sulle bollette dell'acqua. Inoltre negli anni, è cambiata l'importanza e la costanza dei controlli che oggi consentono di individuare eventuali problemi in tempi brevi in caso di parametri qualitativi fuori norma.

"I controlli sono fondamentali - ha dichiarato Mauro D'Ascenzi, vice presidente di Federutility - e possono essere garantiti soltanto con una gestione professionale ed industriale del ciclo idrico integrato. Le piccole gestioni dirette comunali spesso non hanno laboratori, tecnologie e personale per effettuare migliaia di controlli come fanno le aziende. Il livello qualitativo dell'acqua italiana è tra i più alti d'Europa nonostante le tariffe più basse e non è questione di fortuna, ma di lavoro e di investimenti".

"Non bere l'acqua di casa - ha aggiunto Sebastiano Venneri, vice presidente nazionale di Legambiente - significa rinunciare ad una risorsa sana, perché controllata con rigorose norme sanitarie, e molto economica, visto che un litro di acqua "del Sindaco" può costare fino a mille volte meno di quella in bottiglia. E poi l'acqua di rubinetto rispetta l'ambiente, non produce rifiuti plastici ed è a 'chilometri zero', non viaggia per centinaia di chilometri su inquinanti TIR, evita il consumo di combustibili fossili, l'emissione di CO2 e di polveri sottili".

Anche perché, ad oggi, solo un terzo delle bottiglie di plastica utilizzate per l'acqua viene correttamente smaltito e destinato al riciclaggio, mentre i restanti due terzi finiscono in discarica o in un inceneritore. Senza contare che il consumo annuo di 12 miliardi di litri d'acqua imbottigliata comporta l'utilizzo di 350mila tonnellate di PET ovvero 665 mila tonnellate di petrolio pari a circa 910 mila tonnellate i CO2 equivalenti, dovute anche al trasporto delle bottiglie, la maggior parte del quale viene ancora effettuato su strada.

Per sfatare i vari luoghi comuni e sensibilizzare sull'utilizzo dell'acqua del rubinetto anche in vista della Giornata mondiale dell'Acqua prevista per il 22 marzo, Legambiente e Federutility hanno indetto una serie di iniziative sul territorio all'interno dell'omonima campagna nazionale "Acqua di rubinetto? Sì grazie!" che porterà durante il fine settimana del 20 e 21 marzo eventi e manifestazioni nelle piazze di tutta Italia.

Da segnalare ad esempio, la particolare "degustazione al buio", una prova che, come dice il nome, metterà a confronto l'acqua del rubinetto con quella minerale in due brocche identiche e "anonime" sfidando i cittadini, anche quelli più scettici a individuare le differenze di sapore.

È possibile consultare tutte le iniziative promosse nelle varie città oltre che il dossier sul sito di legambiente.

Simona Falasca


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