marcia

L'11 settembre la Marcia delle donne e degli uomini scalzi. A piedi nudi per chiedere all'Europa un cambiamento nelle politiche migratorie.

Mentre non si arrestano gli sbarchi, le polemiche strumentalizzate dalla politica e i commenti fomentati dalla paura dello straniero tornano sulle pagine Facebook -spazzando via la commozione per la morte del piccolo Aylan Kurdi- l'Italia accogliente scende in strada in molte città aderendo alla Marcia delle donne e degli uomini scalzi (#marciadegliscalzi).
È arrivato il momento di decidere da che parte stare (#ioscelgo). L'appello lanciato al Festival di Venezia da alcune delle voci più autorevoli del mondo cinematografico ha avuto un forte impatto sulle coscienze e, almeno questa volta, non è rimasto solo un encomio mediatico.

Associazioni, movimenti e singoli cittadini scenderanno in piazza domani (11 settembre) nelle principali città italiane per chiedere la certezza di corridoi umanitari sicuri per le vittime di ingiustizie e di guerra, la chiusura e lo smantellamento dei luoghi di detenzione dei migranti ma, soprattutto la creazione di un sistema unico di asilo in Europa che superi il regolamento di Dublino.

Di base un'accoglienza degna e rispettosa per tutti, quella che in questi giorni sta (forse) iniziando a concretizzarsi. Tanti i passi avanti, l'appello di Papa Francesco per ospitare i migranti nelle parrocchie e nelle famiglie, la mobilitazione dei rappresentanti del mondo dello spettacolo e dell'arte in generale e ancora, le decisioni politiche dal taglio storico.

Una rivoluzione nel pensiero? C'è tanto ancora da fare ma, si inizia dalle piccole imprese, dal lungo cammino di civiltà che simbolicamente domani abbraccerà tutta l'Italia.

immigrati

Noi stiamo dalla parte degli uomini scalzi – si legge nel manifesto della Marcia - Di chi ha bisogno di mettere il proprio corpo in pericolo per poter sperare di vivere o di sopravvivere. Non è pensabile fermare chi scappa dalle ingiustizie, al contrario aiutarli significa lottare contro quelle ingiustizie. Dare asilo a chi scappa dalle guerre significa ripudiare la guerra e costruire la pace.
Dare rifugio a chi scappa dalle discriminazioni religiose, etniche o di genere significa lottare per i diritti e le libertà di tutte e tutti. Dare accoglienza a chi fugge dalla povertà, significa non accettare le sempre crescenti disuguaglianze economiche e promuovere una maggiore redistribuzione di ricchezze.

Ecco gli appuntamenti di domani in alcune città che hanno aderito: BOLOGNA ore 17 Piazza Nettuno, CAGLIARI ore 18 Piazzale Marco Polo, CATANIA ore 17 Viale Kennedy, FIRENZE ore 18 Piazza Santa Maria Novella, GENOVA ore 17 Piazza de Ferrari, MILANO ore 21 Stazione di Porta Genova, REGGIO CALABRIA ore 17.30 Arena dello Stretto, ROMA ore 17 Centro Baobab in via Cupa, TORINO ore 18 Mole Antonelliana, TRENTO ore 18 Piazza Duomo, VERONA ore 17,30 Piazza S. Toscana (vicino Porta Vescovo). Leggi l'elenco completo

Dominella Trunfio

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