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Si celebra oggi 5 febbraio la prima Giornata Nazionale contro lo Spreco Alimentare, nata da un'idea del ministero dell'Ambiente per recuperare o, meglio ancora, prevenire lo spreco alimentare.

Secondo i dati della FAO ogni anno si buttano via in tutto il mondo 1,3 miliardi di tonnellate di avanzi, che sono pari a un terzo di tutto il cibo che si produce e a ben 4 volte quanto potrebbe servire a nutrire quasi tutto il miliardo di persone che soffrono la fame.

In soldoni, queste perdite di cibo ammontano a quasi 680 miliardi di dollari nei Paesi industrializzati e a circa 310 miliardi di dollari nei Paesi in via di sviluppo.

Insomma, rendiamoci un attimo conto di quale quantità impressionante di cibo sprechiamo ogni santo giorno. E facciamo due calcoli insieme: considerando che ogni alimento porta con sé una propria impronta ambientale, che dipende dalla sua filiera di produzione, lo spreco di un solo kg di carne provoca all'ambiente un costo di 10 volte la quantità di gas serra e di azoto reattivo richiesti da 1 kg di pasta. Così come lo spreco di 1 kg di manzo utilizza invano 594 litri di acqua blu a fronte dei 15 litri per lo stesso quantitativo di pasta. Impatti ambientali elevatissimi.

La giornata di oggi si inserisce nell'intento di raggiungere, entro il 2025, il dimezzamento di uno sperpero che ogni anno in Italia arriva a toccare un importo di quasi 9 miliardi di euro, equivalente a due etti di cibo che vanno a finire nella spazzatura per ogni famiglia.

Secondo il ministro dell'Ambiente Andrea Orlando questa Giornata deve essere "l'inizio di un percorso perché è necessario che cresca la consapevolezza all'interno delle scuole e delle comunità". La mancata gestione del cibo, spiega ancora Orlando, "diventa rifiuto, con enorme spreco di risorse naturali, perché per produrre una mela o un pezzo di pane si muovono mezzi e si usano concimi, acqua e suolo e poi tutto questo si rovescia nel suo contrario cioè in un rifiuto".

Inversione di tendenza? – Si spreca e tanto qui in Italia, ma il tempo di vacche magre nel Belpaese si fa sentire e con esso si starebbe verificando una storica tendenza al contenimento degli sprechi. Secondo un'indagine Coldiretti, infatti, quasi il 73% degli italiani, tre su quattro, hanno tagliato gli sprechi a tavola nel 2013, soprattutto per risparmiare e ottimizzare la spesa. La tendenza al contenimento degli sprechi - sottolinea la Coldiretti - è forse l'unico aspetto positivo della crisi in una situazione in cui ogni persona in Italia ha comunque buttato nel bidone della spazzatura ben 76 chili di prodotti alimentari durante l'anno.

Se il 45% ha ridotto gli sprechi, il 28% li ha addirittura annullati, mentre una percentuale del 26% - sottolinea la Coldiretti - non ha modificato il proprio stile di vita.

Spesa più oculata per ben l'80% degli italiani, che magari scelgono i mercatini degli agricoltori di Campagna Amica; il 37% guarda con più attenzione la data di scadenza e il 26% ha ridotto le dosi acquistate, ma sono il 56% quelli che riutilizzano quello che avanza per preparare polpette, frittate, pizze farcite, ratatouille o macedonia. In particolare ben quattro italiani su dieci (42%) mangia il pane del giorno prima e – occhio – c'è un 2% che butta il pane superfluo.

puglia sprechi

I ragazzi pugliesi – A sostegno della Giornata Nazionale contro lo Spreco Alimentare, i giovani salentini promotori del progetto "Dieta Med-Italiana" e "Cultura del Buon Cibo", ripropongono il loro personale contributo ideato per l'occasione: lo slogan è "Uno spreco al giorno leva il pianeta di torno", e il sottotitolo recita "...perché spreco non fa rima con eco", mentre il poster raffigura la Terra morsa a metà come una mela. L'auspicio dei giovani pugliesi è quello di aggiungere una voce dal basso e contribuire alla sensibilizzazione della cittadinanza al tema dello spreco alimentare. Anche questa campagna dei giovani pugliesi è a sostegno della candidatura di Lecce a Capitale Europea della Cultura 2019.

Germana Carillo

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