ILVA TARANTO

Ilva sì, Ilva no. Il referendum sulla chiusura dello stabilimento tarantino non ha riscosso il successo sperato. Ieri 14 aprile alle urne si è recato appena il 20% degli aventi diritto. Hanno espresso il voto solo 33.774 persone su 173.061.

Una diserzione di massa sul futuro dell'Ilva quella dei tarantini. Complice forse la prima vera domenica estiva o ancora il dimezzamento delle sedi elettorali che secondo il Comitato perTaranto ha creato non pochi disagi: "Per non parlare dell'opposizione dei sindacati e del velo di silenzio calato dai partiti e dalle organizzazioni politico-amministrative".

Rimane il fato che neanche il 20% dei votati si è recato alle urne. Per la precisione il 19,55%. Lontanissimo il raggiungumento del quorum del 50% più uno auspicato dai promotori dell'iniziativa, pari a circa 86mila votanti. I seggi, aperti ieri dalle 8 alle 22, sono stati visitati da poco più di 30 mila persone. I tarantini erano stati chiamati a votare per il referendum consultivo promosso dal Comitato Taranto Futura che per questo aveva raccolto 12.000 firme.

Ecco quali erano i quesiti a cui sono erano stati chiamati a dire la loro i cittadini di Taranto:

1° Quesito: Volete voi cittadini di Taranto, al fine di tutelare la vostra salute nonchè la salute dei lavoratori contro l'inquinamento, proporre la chiusura dell' Ilva?

2° Quesito: Volete voi cittadini di Taranto, al fine di tutelare la vostra salute e quella dei lavoratori , proporre la chiusura dell'area a caldo dell'Ilva, maggiore fonte di inquinamento, con conseguente smantellamento dei parchi minerali?

I risultati, resi noti sul sito del Comune, hanno lanciato comunque un segnale significativo. A rispondere sì al primo quesito, ossia ad essere favorevoli alla chiusura dell'intera Ilva è stato l'81,29% dei votanti (27.506) contro il 17,25(5.838). Quelli favorevoli invece alla chiusura della sola area a caldo sono stati 31.335, il 92,62%, contro il 5,3% (1.792).

Forse ci si aspettava di più, anche dopo la recente denuncia dei medici tarantini sul piombo nel sangue dei bambini. Un flop che rischia di lasciare gli abitanti della città in balia dei veleni.

Francesca Mancuso

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