Addio batterie? Creato twistron, filato hitech che produce energia pulita

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Produrre energia pulita dai filati. I dispositivi tecnologici del futuro potrebbero dire addio alle batterie grazie alla nuova invenzione che arriva dagli Stati Uniti. GLi scienziati dell’Università di Dallas hanno infatti realizzato dei filati avvolti da nanotubi di carbonio, in grado di generare energia quando si allungano o si attorcigliano.

Si apre dunque un’altra frontiera nel campo delle energie rinnovabili. In collaborazione coi colleghi della Corea del Sud, i ricercatori hanno sviluppato uno speciale filato high-tech ribattezzato “twistron” le cui possibili applicazioni per la produzione di energia sono molteplici: si va dallo sfruttamento del moto delle onde oceaniche alle fluttuazioni della temperatura.

Il filato è costruito con nanotubi di carbonio, cilindri cavi il cui diametro è 10.000 volte più piccolo di un capello umano. I ricercatori hanno effettuato una serie di prove, ad esempio trasformando i nanotubi in filati ad alta resistenza e leggeri ma anche elastici e in grado di resistere alla torsione.

Per generare elettricità, tali filati devono essere immersi o rivestiti da un materiale conduttore o elettrolita, che può essere semplice come una comune miscela di sale e acqua.

“Fondamentalmente, questi filati sono supercapacitori (dispositivi in grado di fornire elevate potenze elettriche per brevi periodi di tempo, ndR)” ha detto il dottor Na Li, co-autore dello studio. “In un condensatore normale, si utilizza l’energia – come quella di una batteria – per aggiungere cariche. Ma nel nostro caso, quando si inserisce il filo di nanotubi di carbonio in un bagno di elettroliti, i filati vengono caricati dall’elettrolita stesso. Non è necessaria alcuna batteria esterna o tensione”.

È questo uno dei principali punti di forza dell’invenzione. Quando un filato viene distorto o tirato, il volume del filo dei nanotubi di carbonio diminuisce, facilitando l’accumularsi di cariche elettriche sul filo più vicino. Ciò aumenta la tensione associata alla carica immagazzinata nel filato e la produzione di elettricità.

Tirare i filati, avvolti 30 volte al secondo, ha generato 250 watt per chilogrammo di potenza elettrica, spiegano gli scienziati.

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Saranno necessari ulteriori studi prima che questo filato possa finire nelle nostre case per la produzione di energia elettrica su larga scala ma è l’ennesima dimostrazione che le alternative al petrolio ci sono.

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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