Rinnovabili: l’Italia non raggiungerà gli obiettivi previsti dal “Pacchetto Clima”

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L’Italia non riuscirà a raggiungere l’aumento al 17% riguardo all’energia prodotta da fonti rinnovabili. Il traguardo dovrebbe essere raggiunto entro il 2020, ma il nostro paese arranca. Non è il solo. Anche il Belgio, la Danimarca, il Lussemburgo e l’isola di Malta dovranno ricorrere alle importazioni di energia green dall’estero per raggiungere i propri obiettivi nazionali. A confermarlo è stata ieri la Commissione europea, che ha pubblicato le previsione dei governi degli stati membri sul raggiungimento di tale traguardo.

Per fortuna, altri stati dell’Ue, la maggior parte, riusciranno nell’intento. Ben 12 dei 27 Stati membri incluse la Francia e la Gran Bretagna hanno annunciato che riusciranno a toccare quota 17% entro i prossimi dieci anni, prevedendo in alcuni casi di superare il limite previsto, (in Germania, in Svezia, in Spagna e in Polonia).

Tale standard fa parte degli obblighi previsti dal “Pacchetto clima” dell’Unione Europea. Obblighi che, a quanto pare, l’Italia fatica a adempiere con i propri sforzi. Una situazione anomala la nostra, quasi manchi la determinazione nel raggiungere questo determinante obiettivo prima nazionale, poi comunitario. E stupisce ancora di più il fatto che il Bel Paese abbia i sussidi pubblici per l’incentivo della produzione di elettricità rinnovabile più elevati di tutta l’Ue: 70 euro per Megawatt/ora generato.

Per non parlare delle condizioni climatiche e geografiche dell’Italia, in particolare del Meridione, (Sicilia, Puglia, e Sardegna), favorevoli alla produzione di fonti rinnovabili derivanti dal sole e dal vento. Secondo quanto il governo ha rivelato a Bruxelles l’Italia preferisce investire all’etero piuttoto che creare nuovi prosti di lavoro in ambito nazionale.

Presto il nostro paese acquisterà energia rinnovabile e biocarburanti per circa 4 Mtep (miliardi di tonnellate di equivalente petrolio) all’anno (calcolati al 2020) da alcuni paesi terzi, e in particolare fino a 1,1 Mtep di elettricità “verde” da Albania, Croazia, Montenegro, Svizzera e Tunisia.

E si torna a parlare un’altra volta di nucleare, verso il quale l’Italia sta mostrando un certo interesse. Marlene Holzner, portavoce del commissario Ue all’Energia Guenther Oettinger, ha precisato: “Quando parliamo di energie rinnovabili non parliamo mai di nucleare. La politica della Commissione non è cambiata, e continua a considerare fonti rinnovabili solo quelle derivanti da sole, vento, biofuel e biomasse“.

Intanto si scatenano le reazione in Italia, soprattutto tra le fila dei Verdi. Il presidente nazionale Angelo Bonelli ha dichiarato: “Mentre il governo ha deciso letteralmente di buttare 34 miliardi di euro dei contribuenti su delle centrali nucleari obsolete e pericolose che l’Europa non considera una fonte verde e che i cittadini non vogliono, gli altri paesi europei stanno investendo con decisione sulle fonti rinnovabili, che rappresentano le energie del futuro. Questo significa che tra non molto tempo l’Italia, il Paese del Sole, sarà costretta ad acquistare energia rinnovabile da altri paesi europei“.

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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