©CNNC Southwestern Institute of Physics/Handout via Xinhuanet

Anche la Cina verso il reattore a fusione nucleare: raggiunge temperature pari a 10 volte quella del Sole

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Mentre la Corea festeggia il nuovo record del KSTAR, la Cina annuncia che il suo reattore a fusione nucleare, l’HL-2M Tokamak, raggiunge temperature pari a 10 volte quella del Sole. Ma quali sono le differenze? Siamo veramente vicini alla via per ottenere energia pulita senza scorie nucleari?

Il 4 dicembre la Cina ha acceso con successo per la prima volta il suo reattore a fusione nucleare, un altro “sole artificiale”, segnando un grande passo avanti nelle capacità di ricerca nucleare del Paese. Il dispositivo è un reattore di ricerca sperimentale dove avviene fusione nucleare a confinamento magnetico, approvato dalla China Atomic Energy Authority nel 2009 e progettato e costruito in modo indipendente dal Southwestern Institute of Physics of China National Nuclear Corporation (CNNC).

Come tutti i tokamak (acronimo di un’espressione russa che significa “camera toroidale magnetica”) è una macchina di forma appunto toroidale (a ciambella) dove un gas (solitamente di idrogeno) caldo e rarefatto (nello stato della materia chiamato plasma) viene mantenuto coeso e lontano dalle pareti interne tramite un forte campo magnetico creato da dispositivi esterni alla camera e che di fatto la circondano.

Era stato già dimostrato che nella ciambella può avvenire la fusione termonucleare controllata, ovvero quel processo con il quale nuclei di atomi si fondono liberando una grande quantità di energia potenzialmente utilizzabile come elettrica, ma senza i rischi e la produzione di scorie tipici delle centrali nucleari a fissione (Leggi anche: Chernobyl: i bombi sono ancora a rischio radiazioni quasi 35 anni dopo il terribile disastro nucleare).

L’HL-2M Tokamak adotta una struttura e un metodo di controllo avanzati, riporta il China National Nuclear Corporation (CNNC), e il volume del plasma è più del doppio di quello dei dispositivi domestici esistenti, mentre la capacità della corrente del plasma è aumentata a più di 2,5 Megaampere con una temperatura degli ioni plasma che può raggiungere i 150 milioni di gradi Celsius, pari a circa 10 volte quella del nucleo del nostro Sole.

Questo reattore, dunque, supera di gran lunga la temperatura raggiunta lo scorso 24 dicembre dal Korea Superconducting Tokamak Advanced Research – KSTAR (Leggi anche: Il “sole artificiale” coreano batte ogni record: mantiene 100 milioni di gradi per 20 secondi).

Ma nel caso coreano, un tokamak con magneti superconduttori, la temperatura toccata, pari a 100 milioni di gradi, è stata mantenuta per 20 secondi, superando la barriera dei 10 secondi tipici della conduzione normale.

I dispositivi, sulla carta competitivi tra di loro, promettono in realtà di contribuire insieme a costruire una via per produrre energia pulita con l’obiettivo di dimenticare per sempre le fonti fossili.

Fonti di riferimento: China National Nuclear Corporation / Xinhuanet / Xinhuanet/Twitter  

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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