Un parco fotovoltaico sulle terre confiscate al camorrista “Sandokan”

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Lì dove c’era illegalità, oggi c’è energia pulita, potremmo dire. Perché questa è una di quelle storie a lieto fine, dove i buoni progetti vincono sui malvagi: le terre confiscate al camorrista Francesco Schiavone, detto Sandokan, si trasformeranno in una grande distesa di pannelli fotovoltaici.

A Ferrandelle, zona in provincia di Caserta, tra Casal di Principe, Santa Maria La Fossa e Grazzanise, sorge una fattoria che apparteneva al boss dei Casalesi ormai in carcere. Proprio su questi tetti il consorzio Agrorinasce – che ha lanciato il progetto mettendo in campo una lunga battaglia per il recupero delle terre – installerà un impianto fotovoltaico da 3 megawatt per produrre finalmente energia pulita. E legale.

In uno dei tanti territori straziati dalle logiche camorriste ci sarà il più grande investimento pubblico e privato italiano realizzato su un bene confiscato alle mafie: ben 16 milioni di euro. Un risultato che fa tornare la speranza. Soprattutto al Sud.

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Il nulla osta per l’avvio del progetto è giunto ad agosto, con un primo fondo concesso dal ministero dell’Interno, che poterà alla realizzazione progressiva di un piano più articolato e complesso: la prima tappa sarà la riconversione dell’ex fattoria in centro di documentazione, educazione ambientale e isola ecologica; poi verrà costruito il parco fotovoltaico (per un investimento complessivo di circa 14,5 milioni di euro); infine verrà piantato un’altro parco verde, fatto però di circa 9.000 alberi di eucalipto, con un finanziamento della Regione Campania.

Una vera conquista dell’ambiente. E della società civile.

Verdiana Amorosi

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