E-Cat, Rossi contro la Nasa: non teme confronti

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Rossi e la Nasa, all’inizio considerati alleati, si trovano adesso a combattere una battaglia per guadagnarsi il primato sulla produzione di energia attraverso la fusione fredda e le LENR (Low Energy Nuclear Reaction). Un video reso noto dalla stessa Agenzia Spaziale Americana ha messo in evidenza come quest’ultima si stia alacremente impegnando su questa strada.

Ma questo, in fondo, lo sapevamo già. Da più parti infatti è emerso l’interesse degli Stati Uniti nei confronti di questa forma di energia, e in alcuni casi dell’E-Cat di Andrea Rossi. Dal Senato ai candidati alla Presidenza. E se fino a qualche mese fa era addirittura quotata una possibile collaborazione tra l’ing. Rossi e la Nasa, oggi è scontro aperto.

I ricercatori del Langley Research Center, infatti, da tempo sono alla ricerca di fonti di energia alternative alle fonti fossili, attraverso il nucleare. A tal proposito, Joseph Zawodny, scienziato dell’LRC, ha spiegato perché la fusione fredda potrebbe essere utile: “Questa forma di energia nucleare rilascia energia con l’aggiunta di neutroni”. Continua: “Ha dimostrato la capacità di produrre una quantità in eccesso di energia, in modo pulito, senza pericolose radiazioni ionizzanti e senza produrre rifiuti inquinanti“.

Secondo la Nasa, inoltre, questa forma di energia oltre che pulita è anche potente e sarebbe in grado di supportare ogni cosa, dai veicoli aerei alle infrastrutture. Dopo la notizia dell’avvio della produzione industriale negli Usa, di qualche giorno fa, sembra dunque che il mondo a stelle e strisce stia seriamente valutando la possibilità di introdurre questa forma di energia, in alternativa a quelle attuali, ben più inquinanti e legate principalmente alle fonti fossili.

Ma da dove partire? Secondo Zawodny il metodo più semplice per l’implementazione sarebbe la casa. Basterebbe avere un apparecchio che potrebbe sostituire lo scaldabagno” producendo non solo energia elettrica ma scaldare in maniera indiretta l’acqua col calore di scarto. L’idea non fa una grinza.

Ma Rossi, dal Journal of Nuclear Physics, ha lanciato qualche frecciatina contro chi non aveva creduto in lui e nella sua creazione. Albert Ellul, pensando in prospettiva futura si è complimentato con l’ingegnere, dicendo: “Il primo E-Cat, che sarà presto sul mercato, sarà, nel giro di 30 anni esposto nei musei della scienza, nelle università e negli istituti tecnici come il primo vero e proprio provider di energia pulita che ha modificato il nostro standard di vita ma anche i nostri paradigmi economici e sociali”. E sottolinea come contro Rossi sia stato attuato un tentativo di discredito.

E Rossi, dopo aver ringraziato, ha così risposto: “La grande scienza, dopo aver tentato di ridicolizzarci, adesso ha capito che l’E-Cat funziona, così ora sta cercando di copiare e rendere i brevetti superiori ai nostri”.

Ma l’ingegnere non si darà per vinto: “Non smetterò mai di crederci, entro un anno cominceremo la consegna di milioni di pezzi da 50$/kW”. E conclude: “Questa tecnologia deve essere popolare, deve avere un prezzo molto basso, deve essere una rivoluzione reale, non le chiacchiere di un gruppo di teorici”.

Secondo voi, a chi ha rivolto tale messaggio?

Francesca Mancuso

Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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