E-Cat: anche l’India si interessa alla fusione fredda

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Fusione fredda. Mentre cala un velo di silenzio sull’E-Cat di Rossi e sul suo rivale greco, la Defkalion, nel mondo sono sempre di più i paesi che hanno mostrato interesse verso la fusione fredda. Adesso anche l’India, dopo gli Stati Uniti e di recente l’Italia, guarda alle LERN con un occhio nuovo e forse qualche aspettativa in più.

B.S. Raghavan, scrivendo una colonna sul giornale indiano Hindu in lingua inglese, ha segnalato la possibilità che a breve i consulenti scientifici del governo indiano possano studiare approfondire le ricerche sulle LENR.

Raghavan, però, cita a sua volta il discorso tenuto recentemente dall’ex direttore associato del Bhabha Atomic Research Centre (BARC), il dottor M.Srinivasan, che ha descritto la rinascita attuale nel campo della ricerca sulle LENR. Per questo, il giornalista ha rivolto un appello alla comunità scientifica indiana per invitarla ad intraprendere un studio serio sul tema e a non ignorare questa opportunità per la produzione energetica del futuro.

È un’occasione d’oro che il principale consigliere scientifico, il dottor R.Chidambaram, non riesce a cogliere” sottolinea il giornalista, soprattutto in vista della sua “rilevanza economica e sociale”.

La fusione fredda sembra stia uscendo, suo malgrado, dalla segretezza dei laboratori, suscitando clamore in tutto il mondo.

Su E-Catworld.com, intanto si legge una novità legata al nome di Daniele Passerini, presente ai test bolognesi sull’E-Cat. Quest’ultimo, dopo aver assistito alle prove, sarebbe del tutto convinto del funzionamento del catalizzatore: “Se sapessi quanti movimenti sono in corso dietro le quinte (aziende, università, partiti politici …)” dice nel suo blog. Ma anche lui si autocensura: “Mi dispiace, non posso dire nulla, e vi assicuro che è molto frustrante”.

Quali segreti si celano dietro alle macchine che promettono di garantirci un futuro basato sull’energia pulita?

Francesca Mancuso

Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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