E-Cat: la fusione fredda domestica costera’ 1000 dollari

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E-Cat. Andrea Rossi annuncia che il dispositivo domestico per la fusione fredda costerà circa mille dollari. Si conosce dunque il potenziale prezzo finale del catalizzatore, che in passato era stato stimato tra i 400 e i 1500 dollari.

Altra storia per gli impianti industriali da 1MW, definiti da Rossi Hot Cat. Il primo, secondo quanto si legge su Ecateport, sarebbe stato venduto per un milione di dollari. Ma per gli E-Cat domestici da 10 kW il prezzo sarà tutto sommato accessibile. I dubbi sul fatto che la versione domestica potesse diventare troppo costosa, al di sopra delle possibilità degli utenti, sono stati messi da parte.

Spiega Rossi: “Gli impianti (E-Cat e Hot Cat) hanno prezzi che dipendono dalle loro caratteristiche, è molto difficile generalizzare. Quello domentico sarà circa 1000 dollari, dopo la certificazione e in funzione delle esigenze del certificatore.

Riguardo agli Hot Cat, inoltre, Rossi ieri ha rivelato sul Journal of Nuclear Physics, che esso non si fermerà per alcuna ragione se non per fare controlli. Joseph Fine, un utente del blog, gli aveva chiesto: “Quanti giorni durano gli ultimi Hot Cat? Penso che hai detto che il test sarebbe stato effettuato per 90 giorni o circa 13 settimane. È ancora così, o hai intenzione di ‘correre’ per 100 giorni per dimostrare che l’Hot Cat può lavorare anche più a lungo?” Non si ferma mai, questa la risposta di Rossi, salvo per fare il “pit stop”.

Tali informazioni hanno destato scalpore nella comunità LENR che segue gli sviluppo dell’E-Cat. All’inizio dei suoi test con il neo battezzato Hot Cat, Rossi aveva detto che sperava che il suo dispositivo potesse lavorare per 90 giorni di fila. Tuttavia, le aspettativa sarebbero state ampiamente superate.

Questa potrebbe essere una buona notizia che indica che i test sono in realtà più che soddisfacenti.

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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