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Fusione nucleare: il tokamak coreano batte un nuovo record, 30 secondi alla temperatura del Sole

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Dalla Corea del Sud nuovi risultati raggiunti verso l’energia nucleare “pulita”

Del “Sole artificiale” made in Korea ve ne avevamo già parlato lo scorso anno: il Korea Superconducting Tokamak Advanced Research (KSTAR) continua a macinare record e a superare se stesso. Nel dicembre dello scorso anno aveva battuto ogni record, mantenendo per 20 secondi la temperatura di 100 milioni di gradi: ora il record appena battuto è quello di ben 30 secondi in cui l’impianto ha mantenuto una temperatura fissa di 100 milioni di gradi Celsius.

Che cos’è il tokamak

Tokamak è una parola russa e indica un macchinario a forma di ciambella in cui l’idrogeno si trova nello stato della materia chiamato plasma e viene mantenuto lontano dalle pareti interne attraverso la creazione di un forte campo magnetico. In questa “ciambella” è possibile far avvenire un processo detto fusione termonucleare controllata, in cui nuclei di atomi si fondono liberando una grande quantità di energia potenzialmente utilizzabile come elettrica, ma senza i rischi e la produzione di scorie tipici delle centrali nucleari a fissione.

Perché questo traguardo è così importante

Il tokamak coreano non è l’unico macchinario al mondo di questo genere: si pensi per esempio che l’Accademia cinese delle Scienze, mossa da grande spirito di competitività nei confronti della Corea, ha annunciato lo scorso giugno che le sperimentazioni condotte sul proprio tokamak hanno portato a tagliare il record dei 101 secondi nel mantenimento della temperatura solare. Ma a che serve battere questi record?

Come abbiamo detto, questi macchinari rappresentano una risorsa energetica potenzialmente illimitata e una valida alternativa alle inquinanti fonti fossili come carbone o metano. Sappiamo che all’interno del Sole particolari condizioni di gravità ed alte temperature danno a elementi semplici (come l’idrogeno) l’energia necessaria a superare la repulsione dei loro nuclei e a fondersi insieme in atomi più grandi: il risultato di questa fusione dà vita a quantità incredibili di calore. La gravità della Terra non è quella del Sole, e i tokamak rappresentano una sorta di bolla, in cui vengono riprodotte le condizioni ideali per la fusione nucleare che avviene nel nucleo delle stelle, ma sulla Terra.

È necessario, tuttavia, che il plasma rimanga caldo abbastanza a lungo da permettere la fusione nucleare e, conseguentemente, la produzione di energia. L’obiettivo del KSTAR coreano è quello di mantenere una temperatura “stellare” per almeno 300 secondi entro il 2025.

Leggi i nostri articoli sulla fusione nucleare.

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Fonte: ScienceAlert

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.
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