La carta da parati bio-solare realizzata con la stampante

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Una bio-batteria e un pannello solare 2in1. Il futuro dell’energia pulita passa anche dai batteri. Un team di ricerca è riuscito a realizzare un pannello stampando cianobatteri e circuiti su carta.

I cianobatteri sono microrganismi fotosintetici che si trovano sulla Terra da miliardi di anni. Sono considerati la ragione principale per cui l’atmosfera terrestre è ricca di ossigeno.

Lo studio ha dimostrato che essi potrebbero essere utilizzati come inchiostro e stampati attraverso un’apposita stampante a getto d’inchiostro sia su nanotubi di carbonio che su carta.

La squadra ha mostrato che i cianobatteri sopravvivono al processo di stampa e sono addirittura in grado di effettuare la fotosintesi mettendo a disposizione piccole quantità di energia elettrica, che potrebbero essere accumulate per circa 100 ore.

Un pannello bio-solare realizzato in questo modo grande più o meno quanto un tablet potrebbe alimentare una piccola lampadina a LED.

pannello biosolare

I ricercatori dell’Imperial College di Londra, dell’Università di Cambridge e del Central Saint Martins suggeriscono che la loro scoperta potrebbe portare a nuovi tipi di apparecchiature elettriche fatte di carta e con batteri fotosintetici stampate su di esse. Potrebbero inoltre integrare alimentatori e sensori per monitorare i pazienti con diabete o dispositivi simili a carta da parati per il monitoraggio della qualità dell’aria in casa.

Rispetto ai classici pannelli, questi sistemi eviterebbero il dispendio di una grande quantità di risorse e di rifiuti visto che a fine vita, essendo fatti di una speciale carta, potrebbero essere lasciati biodegradare in giardino senza alcun impatto sull’ambiente.

Il dottor Marin Sawa, uno degli autori del Dipartimento di Ingegneria Chimica dell’Imperial College di Londra ha spiegato:

“Riteniamo che la nostra tecnologia possa avere una serie di applicazioni ad esempio come i sensori nell’ambiente”.

Ma non solo. La bio-batteria solare spinge in avanti la ricerca di un nuovo tipo di tecnologia basata sulle rinnovabili, attualmente in fase di sviluppo. È la microbial biophotoltaics (BPV), il fotovoltaico microbico, in grado di sfruttare la capacità di cianobatteri e di altre alghe di utilizzare la fotosintesi per convertire la luce in corrente elettrica.

Uno dei vantaggi è che si può produrre elettricità sia di giorno che di notte, superando uno degli attuali limiti del fotovoltaico. Il dottor Andrea Fantuzzi, co-autore dello studio, ha aggiunto:

“I BPV basati su carta non sono destinati a sostituire la tecnologia convenzionale delle celle solari per la produzione di energia su larga scala, ma possono essere utilizzati per costruire alimentatori biodegradabili. Sono più adatti a dispositivi e applicazioni che richiedono una piccola quantità di energia, come sensori ambientali e biosensori”.

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Il dispositivo prodotto è piccolo, adesso il team sta lavorando su un formato A4 per poi passare alle dimensioni degli attuali pannelli.

Lo studio è stato pubblicato su Nature.

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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