fukushima tepco

Nucleare. Alcuni mesi fa ci chiedevamo se le grandi potenze, a seguito del disastro di Fukushima stessero realmente valutando di rinunciare al nucleare. Al di là dei piani precisi in proposito già in atto in Germania e Svizzera, alcuni stati europei sembrano considerare il nucleare come una risorsa energetica conveniente e non pericolosa.

È il caso della Lituania, il cui premier, dopo aver sottolineato che il proprio Paese importa dalla Russia il 70% dell'energia necessaria al fabbisogno energetico nazionale, ha spiegato come l'energia nucleare sia da considerare la meno costosa "l'energia nucleare e' quella che costa meno di tutte, con 5,2 centesimi a Kwh, quella eolica ne costa 8,7 e quella fornita dalle centrali a gas 10,1 centesimi, per non parlare dei 13 della biomassa".

La Lituania, dopo Fukushima, non ha avuto ripensamenti nello scegliere un'azienda giapponese per la costruzione della centrale nucleare di Visaginas. Alle recenti domande rivolte in merito al premier lituano Andrius Kubilius da parte dei giornalisti, egli ha risposto senza esitazione che il disastro di Fukushima è stato provocato da uno tsunami, evento climatico catastrofico che nel Mar Baltico non può avere luogo, e che i reattori di fabbricazione giapponese presentano al momento gli standard di sicurezza più elevati al mondo.

Il premier lituano, tenendo presenti le necessità economiche ed energetiche del proprio Paese, sembra non tenere assolutamente conto del grave problema dello smaltimento delle scorie nucleari a seguito della chiusura di una centrale atomica, la durata dei cui impianti può essere al momento stimata tra i 20 e i 30 anni, e della possibilità che gravi incidenti al suo interno possano essere provocati per via dell'errore umano, al di là del sopraggiungere di un evento climatico inaspettato.

Nel frattempo, presso l'impianto di Fukushima-Daiichi, la Tepco ha iniziato le operazioni di rimozione del combustibile dalla centrale nucleare, necessarie per proseguire con il risanamento della zona contaminata. Il primo ministro giapponese Noda ha visitato l'area di Fukushima, cercando di dare sostegno a tutti coloro che si trovano impegnati in vista di una futura rinascita della regione.

Il presidente Nada ha deciso di visitare sia gli impianti in cui è al momento in corso la rimozione del combustibile, sia la zona a più alto rischio di contaminazione, al fine di poter evidenziare il proprio sostegno verso tutti coloro che ancora si trovano in una situazione di difficoltà e di sofferenza a seguito di quanto accaduto nel marzo 2011. Nelle scorse settimane in Giappone si è fatta strada una proposta che prevede l'abbandono completo del nucleare entro il 2040 grazie al ricorso a fonti energetiche alternative ad esso. Tale opportunità avrebbe però già diviso le opinioni dei politici.

Marta Albè

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