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E-Cat. La fusione fredda di Andrea Rossi ha raggiunto risultati apprezzabili. Lo ha svelato lo stesso creatore del catalizzatore che ha annunciato di avere già pronti 20 reattori ad alta temperatura. Ciò ha già destato la curiosità di molti, che si sono riversati sul Journal of Nuclear Physics per porre domande a Rossi. E spunta anche un nome italiano.

È quello di Aldo Proia, Project Manager di una società con sede a Bologna chiamata EnerGaya Srl, che si occupa di progetti di energia sostenibile. Il suo nome sarebbe stato fatto da Rossi in risposta ad una domanda postagli da un utente, che chiedeva informazioni sulla generazione distribuita per le piccole comunità. “Per le questioni commerciali in Italia, si prega di contattare Proia Aldo” ha detto Rossi. Secondo quanto conferma anche E-Catworld.com non si tratta del solito indirizzo di posta elettronica della Leonardo Corporation che di solito veniva fornito da Rossi.

Quest'ultimo, sempre sul JONP, ha fornito nuovi dettagli sull'E-Cat, annunciando che tra poche settimane sarà pubblicato un report che illustrerà i risultati raggiunti, compresi quelli sulle temperature. E precisa: "Noi non produciamo caldaie a vapore, per cui la questione sarà valutata dal costruttore della caldaia. Non fabbrichiamo o creaiamo scambiatori di calore di qualsiasi tipo. Quello che dobbiamo fare è ottenere per le pareti primarie una temperatura superiore alla temperatura richiesta per il vapore, con la potenza adeguata".

Sembra che Rossi sia all'opera per costruire l'elemento riscaldante, lasciando ad altri il compito di occuparsi del resto del dispositivo. Inoltre ha spiegato: "Stiamo già producendo degli impianti industriali da 1 MW e siamo vicini alla realizzazione di impianti ad alta temperatura".

Intanto, anche sul fronte greco si muove qualcosa. La Defkalion, nel corso di una recente intervista via Skype, ha fatto sapere che vi sarebbero oltre un migliaio di interessati in tutto il mondo alla tecnologia greca. Peter Gluck, dell'Ego Out blog, ha intervistato un membro del Green Technologies Defkalion.

Purtroppo, la maggior parte delle risposte alle domande sono state piuttosto generiche, tra l'altro molto simili alle informazioni già fornite in passato da parte della società. L'intervista ha riguardato principalmente gli aspetti commerciali della DGT, non quelli relativi alla tecnologia. Spiega l'esperto: "I test di laboratorio sono stati validati recentemente da diversi inventori e scienziati in Italia, Giappone e in America. I nostri risultati in Grecia sono considerati ancora più avanzati. Ci stiamo avvicinando ad un enorme successo internazionale per l'energia”.

Ma la fonte della Defkalion ha dato qualche informazione in più anche sulle tecnologie: "Abbiamo costruito un prodotto che avrà più di 6 brevetti. Solo uno di essi sarà collegato al Nickel. Ci aspettiamo un forte sforzo di spionaggio industriale” dice.

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Francesca Mancuso

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