lucciola

Come ottenere luce senza elettricità? Potrebbero essere le lucciole ad insegnarcelo. Questi insetti della famiglia dei coleotteri destano nuovamente l'attenzione del mondo della ricerca scientifica, in vista di determinare nuove prospettive per l'individuazione di fonti luminose alternative da applicare alla nostra vita quotidiana. Il fenomeno di illuminazione proprio delle lucciole, detto bioluminescenza, è stato replicato di recente in laboratorio negli Stati Uniti, dando adito a risultati interessanti.

Gli studi in questione sono stati diffusi negli scorsi giorni tramite un articolo pubblicato sul sito web della Syracuse University, che vede come autrice Judy Holmes, la quale si occupa di diffondere le nuove scoperte e ricerche in atto nell'ateneo situato nello stato di New York. I ricercatori si sono rivelati in grado di replicare in laboratorio un sistema per la produzione di luce rivelatosi da venti a trenta volte più efficiente rispetto ai tentativi precedenti.

Ciò è stato possibile grazie alle dimensioni ed alla struttura dei nanorodi quantici prodotti in laboratorio da parte di Mathew Maye, professore assistente di chimica del Syracuse College of Arts and Sciences, e di Rebeka Alam, candidata al dottorato di ricerca in chimica. I risultati ufficiali degli esperimenti effettuati sono stati pubblicati da parte di Nano Letters, una delle principali riviste della American Chemical Society, all'interno di un documento dal titolo "Designing Quantum Rods for Optimized Energy Transfer with Firefly Luciferase Enzymes".

lucciole led

Le lucciole producono luce attraverso una reazione chimica che avviene tra la luciferina e l'enzima luciferasi. L'enzima luciferasi è stato applicato ai nanorodi ed in seguito è entrata in gioco la luciferina, che ha funzionato come una sorta di carburante. Quando luciferina e luciferasi interagiscono, viene liberata energia che viene trasferita ai nanorodi, provocando la loro illuminazione. Tale processo viene denominato Bioluminescence Resonance Energy Transfer (BRET).

I nanorodi utilizzati in laboratorio sono stati manipolati al fine di ottenere sfumature d luce che per le lucciole risultano impossibili da produrre. In laboratorio sono stati ottenuti bagliori di colore arancione e verde. I particolari nanorodi utilizzati per gli esperimenti sarebbero attualmente presenti unicamente nel laboratorio della Syracuse University. Ulteriori ricerche sarebbero tuttora in corso per convertire l'energia chimica in luce in maniera ancora più efficace. Gli esperti non escludono che ciò possa avere un futuro di applicazione nella tecnologia LED, permettendo di ottenere dispositivi luminosi in grado di funzionare senza bisogno di essere collegati ad una presa di corrente.

Marta Albè

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