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Le turbine eoliche non sarebbero da ritenersi responsabili di eventuali danni o rischi per la nostra salute. È ciò che emerge dai risultati di uno studio promosso nel Massachusetts dal Dipartimento Statale per la Protezione Ambientale e dal Dipartimento per la Salute Pubblica. Gli esperti non avrebbero infatti riscontrato prove evidenti che i rumori e le vibrazioni provocate dalle turbine possano essere la causa diretta di disturbi quali ansia, depressione, nausea e capogiri.

Si tratta di uno studio indipendente che dimostra come non vi siano al momento evidenze epidemiologiche sufficienti a dimostrare che i disturbi sopraccitati possano essere imputati ad un diretto influsso sul nostro organismo della presenza di turbine eoliche sul territorio in cui abitiamo. Anzi, proprio grazie al ricorso ad energie rinnovabili, come quella eolica, contribuirebbe a proteggerci dall’inquinamento causato dagli impianti destinati alla produzione di energia secondo i metodi finora più consueti.

La necessità da parte degli esperti di approfondire l’argomento è nata a partire dalla prospettiva di una maggiore diffusione dell’eolico nel territorio dello stato del Massachusetts ed al fine di tutelare pienamente il benessere e la salute della popolazione presente nelle porzioni di territorio che saranno maggiormente interessate dall’installazione di nuove turbine. Le ricerche si sono particolarmente soffermate sull’eventuale influenza delle vibrazioni provocate delle stesse sul nostro apparato vestibolare, responsabile della regolazione dell’equilibrio. Allo stato delle attuali conoscenze scientifiche, non vi sarebbero prove sufficienti a legare le cause e gli effetti presi in esame.

Non sarebbero da imputare alle vibrazione od ai rumori provenienti dalle turbine nemmeno disturbi quali stress, pressione alta, diabete, emicranie e problemi cardiovascolari. Secondo gli esperti sarebbe dunque inopportuno parlare di una già ipotizzata “Sindrome da turbine eoliche”, della quale sarebbero o potrebbero essere vittime numerose persone che risiedono abitualmente nei pressi di aree destinate allo sfruttamento del vento per la produzione di energia.

Alcune perplessità derivano però da quanto riportato dalla rivista The Boston Globe, secondo cui i risultati riportati dai responsabili del Dipartimento per la Protezione Ambientale del Massachusetts sarebbero frutto dell’esame di studi già esistenti e non di nuove ricerche condotte direttamente sulla popolazione. In particolare, la pediatra Nina Pierpont avrebbe rilevato, dopo aver effettuato numerose interviste a famiglie resdenti nelle vicinanze di impianti eolici, come alcuni soggetti possano essere più sensibili di altri alla presenza delle turbine, la cui presenza potrebbe influire incisivamente sulla qualità del sonno.

In Massacusetts appare evidente una netta linea di demarcazione tra fautori ed oppositori dell’eolico e della questione si continuerà certamente a discutere nel corso delle prossime settimane. La speranza è che, se in futuro si dovessero riscontrare danni sulla salute realmente imputabili alle turbine tuttora in produzione, la tecnologia possa agire in maniera da proporre nuovi prototipi in grado di annullare i presunti effetti negativi sul nostro organismo delle stesse.

Marta Albè

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