e-cat_cina

14 gennaio. Forse sarà ricordato per il disastro della Costa Concordia, ma è anche un anniversario. Il 14 gennaio 2011, circa un anno fa, a Bologna, Andrea Rossi annunciava e dava dimostrazione (a pochi intimi) del suo E-Cat. A un anno di distanza, molto è cambiato, e si parla di portare il catalizzatore nelle case di tutti, con la sua versione domestica. Ma dove sarà prodotto l'E-Cat?

Da una parte c'è chi ritiene che possa vedere i natali in Cina, grazie ad alcuni dispositivi robotici, come ha raccontato Martin Ford nel suo libro “The Lights In The Tunnel”. Qui infatti, i costi di produzione sarebbero decisamente meno elevati e garantirebbero dispositivi tutto sommato economici e alla portata di tutti. Popolari, usando un termine dello stesso Andrea Rossi.

Quasi sicuramente gli E-Cat saranno costruiti da robot. Lo conferma lo stesso ingegnere nel corso di un'intervista rilasciata a Pure Energy Systems News, ma c'è anche dell'altro. Rossi risolutamente dichiara il proprio amore per gli Stati Uniti, volendo affidare al paese la paternità del suo catalizzatore: "Voglio che questa tecnologia sia americana” annuncia. “Adesso la tecnologia è molto forte, l'E-cat ora è molto stabile”.

E spiega l'andamento delle operazioni che porteranno alla commercializzazione dell'E-Cat domestico, già in autunno. “Abbiamo iniziato il processo di certificazione con i laboratori affiliati, necessario per vendere l'E-Cat. E al tempo stesso, c'è la parte ingegneristica. In questo momento, stiamo preparando una fabbrica completamente robotizzata, che sarà in grado di produrre un milione di pezzi all'anno”.

Quanto promesso dall'ingegnere negli ultimi tempi. Ma forse non sarà la Cina il paese prescelto. Lo ha rivelato Rossi: “Ciò avverrà negli Stati Uniti. E sono onorato di dirlo. Adoro gli Stati Uniti, e ho voluto sviluppare qui questa tecnologia, per molte ragioni che ora non posso spiegare”.

E rivela anche dove verrà prodotto: in Florida. La Cina, a quanto pare, non gli va proprio a genio, anzi: “La questione molto importante ora è quella di spingere per avere un prezzo molto, molto basso, poiché questa tecnologia deve essere per tutti. E voglio che un E-Cat da 10 kilowatt costi circa 500 dollari. Per fare questo dobbiamo assolutamente robotizzare le linee di produzione”.

Ancora meno rispetto agli ultimi annunci, che stimavano il costo del dispositivo attorno ai 1000-1500 dollari. E teme che la concorrenza, soprattutto quella cinese, possa davvero creare dei cloni a buon mercato dell'E-Cat: “Abbiamo brevetti in corso di approvazione anche per essere sicuri che il reverse engineering non metterà in pericolo la nostra produzione. Questo è lo sforzo che ora stiamo facendo, perché prevedo che dovremo competere contro la produzione made in Cina”.

Il ragionamento non fa una grinza: se l'E-Cat è accessibile come prezzo, un'eventuale concorrenza non troverà terreno fertile.

Francesca Mancuso

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