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La lotta dei cittadini statunitensi per limitare le emissioni inquinanti delle centrali elettriche alimentate a petrolio e a carbone è andata a buon fine. L’EPA (United States Environmental Protection Agency) ha infatti annunciato, in accordo con l’amministrazione Obama, le nuove norme di protezione contro le emissioni di mercurio, diossina ed altre sostanze nocive rilasciate dalle centinaia di impianti e generatori di elettricità presenti in territorio statunitense.

I cittadini di Chicago, Philadelphia e di altre metropoli si erano mobilitati lo scorso novembre dopo che erano stati resi pubblici i gravi rischi per la salute legati all’esposizione al mercurio, in particolare da parte di donne in gravidanza e bambini. Centinaia di americani si sono mobilitati per richiedere nuove norme in merito alle emissioni inquinanti, organizzando petizioni, conferenze ed incontri informativi, che hanno contribuito ad accelerare gli interventi necessari da parte del Congresso e dell’Epa.

Ora i genitori americani possono sentirsi più tranquilli, dato che le norme e gli standard fissati dal nuovo Mercury and Air Toxics Standards (MATS) garantiscono una diminuzione delle emissioni di mercurio, giunte a livelli ormai intollerabili. Le preoccupazioni maggiori in merito erano relative al futuro dei nascituri. Ogni anni negli Stati Uniti si erano registrate finora 300 mila nascite di bambini esposti alle emissioni di mercurio quando si trovavano ancora nell’utero, con il grave rischio di incorrere in un ritardo dello sviluppo psico-motorio e dell’apprendimento.

Secondo le nuove norme, si calcola che le emissioni d mercurio dagli impianti a carbone verranno ridotte del 90%, mentre subiranno un taglio dell’88% le emissioni di gas acidi prodotte dalle centrali elettriche. Verranno inoltre decurtate del 41% le emissioni di anidride solforosa. Attualmente negli Stati Uniti sono presenti 600 centrali elettriche, alimentate da generatori a carbone o a petrolio, tutte interessate da emissioni di gas inquinanti, sostanze nocive e neurotossine, che ogni anno contribuiscono ad una crescita costante dei casi di asma e di infarto, dovuti a cause ambientali, nelle fasce di popolazione più a rischio perché maggiormente esposte ad esse.

Le quantità delle emissioni, finora incontrollate, verranno finalmente regolamentate grazie all’intervento dell’EPA, che promette di garantire un miglioramento della qualità dell’aria e della vita in numerose città americane, con la speranza di offrire un futuro migliore alle nuove generazioni. La nuova normativa ha avuto l’approvazione da parte del Congresso dopo due anni di mobilitazione da parte di cittadini e associazioni che si oppongono all’utilizzo di carbone e petrolio per la produzione di energia, essendo profondamente a conoscenza dei rischi a cui esso è connesso. Agli interventi informativi si è unita la possibilità di sottoporsi a dei test per rilevare i livelli di mercurio presenti nel proprio organismo, un intervento che ha certamente contribuito ad accrescere la consapevolezza della popolazione in merito.

Se ora è noto che negli Stati Uniti si è giunti a risoluzioni positive in merito alle emissioni prodotte dalle centrali a carbone, cosa sappiamo della situazione italiana? Secondo quanto riportato da Greenpeace, in un dossier del 2009, le 12 centrali a carbone presenti in Italia sono state responsabili del 30% delle emissioni di Co2 generate complessivamente dal settore termoelettrico nazionale, a fronte di una produzione di energia elettrica del solo 13% sul totale. Dati che non possono che far riflettere sulla necessità di interventi per un maggior controllo delle emissioni nocive anche nel nostro Paese, nonché sull’opportunità di investire maggiormente nelle fonti rinnovabili al fine di soddisfare il nostro fabbisogno energetico in maniera più sostenibile per noi stessi e per l’ambiente.

Marta Albè

Guarda la campagna pubblicitaria a supporto della mobilitazione statunitense contro il mercurio delle centrali a carbone


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