feldheim

Un gruppo di residenti nell'area di Fukushima, colpita dallo tsunami e dalla tremenda catastrofe nucleare, andrà a visitare la Germania per studiare il modo in cui le fonti rinnovabili di energia potranno modificare i loro paesi. Primi cenni di una rivoluzione energetica, legati però ad un evento funesto, che ha risvegliato le coscienze degli abitanti del distretto giapponese investito dal disastro nucleare e dalle sue radiazioni.

 

Tra questi vi è anche Tatsuko Okara, dedita all'agricoltura biologica, che vive a circa 40 chilometri dalla centrale di Fukushima Daiichi. La donna iniziò a temere il nucleare fin dal disastro di Chernobyl. Quel drammatico evento iniziò a farla riflettere sui pericoli legati al nucleare. Senza sapere che 25 anni più tardi, lei stessa avrebbe fatto i conti con una catastrofe ancora peggiore.

Dopo il terremoto e lo tsunami che lo scorso 11 marzo in Giappone provocarono perdite massicce di radiazioni, Okara ha dunque deciso di dare avvio alla rivoluzione energetica nella sua nazione, proprio come sta accadendo in Germania. Da qui la decisione di visitare il paesino di Feldheim, nella zona settentrionale del Paese, per imparare da cosa partire per dire addio all'atomo puntando sull'energia pulita. "Mi piacerebbe vedere il Giappone abbandonare l'energia nucleare", ha detto Okara. "Ma abbiamo bisogno di un'altra fonte di energia, ecco perché siamo qui per imparare cosa possiamo fare perché ciò accada".

Il gruppo, guidato da alcuni rappresentati di Greenpeace Giappone, è arrivato ieri a Feldheim dove ha potuto constatare come i 145 residenti abbiano utilizzato l'energia generata da un impianto eolico e di un impianto di biocarburanti che brucia i rifiuti prodotti da un'azienda locale, per diventare totalmente autosufficienti sotto il profilo energetico.

Un piccolo miracolo che i giapponesi hanno voglia di replicare. L'iniziativa dei cittadini di Feldheim risale al 1990, quando decisero di noleggiare alcuni dei loro terreni ad un giovane ricercatore che voleva installarvi una turbina eolica. Successivamente, diverse decine di turbine furono installate negli undici campi messi a disposizione, così i 145 residenti decisero di beneficiare dell'energia prodotta nelle loro terre. Stipularono così un accordo per ricevere l'alimentazione dal parco eolico in cambio della messa a dispozione della terra. In un secondo momento, vi aggiunsero i pannelli solari e un impianto di biocarburanti.

"Siamo ben disposti a dirvi come abbiamo fatto," ha confermato il sindaco Michael Knape al gruppo di giapponesi, offrendo anche la propria disponibilità nell'esportazione dell'idea tedesca in Giappone: "Se volete, possiamo aiutarvi a costruire un Feldheim anche in Giappone."

Ma non è tutto. La creazione del parco eolico e dell'impianto di biocarburanti ha portato ad un incremento dei posti di lavoro, a tutto vantaggio degli abitanti di Feldheim. "La rivoluzione energetica è in atto nelle campagne" ha commentato Werner Frohwitter, portavoce del progetto. "Abbiamo creato una nuova prospettiva per queste persone".

E per i Giapponesi è la testimonianza che cambiare si può, basta solo volerlo. Speriamo solo che non abbiano incontrato i tir e i treni che stanno trasportando le scorie radioattive tedesche da Le Hague a Gorleben.

Francesca Mancuso

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