Paolo_Romani_DL_Manovra

Altro che green, il DL Manovra si tinge di giallo: sembrava che il Ministro Paolo Romani fosse riuscito a scongiurare il taglio del 30% agli incentivi per le energie rinnovabili, un taglio voluto dalla Lega per diminuire del 3% il costo delle bollette elettriche. Pare, infatti, che non ci sia ancora certezza sulla misura che riguarda le energie rinnovabili ma anche su altri contenuti del Dl Manovra: approvato giovedì in Consiglio dei Ministri, infatti, il provvedimento non è ancora stato trasmesso al Colle per la necessaria controfirma. Il Quirinale aveva diramato una nota con la quale precisava di non aver ancora ricevuto il testo del decreto legge della manovra correttiva da 47 miliardi di euro, che ha il compito di correggere i conti pubblici entro il 2014. Una precisazione fatta “poiché molti organi di informazione continuano a ripetere che la manovra finanziaria sarebbe al vaglio del Quirinale già dal 1 luglio”.

La sottolineatura ha contribuito ad alimentare i sospetti nell’opposizione secondo la quale il Governo avrebbe intenzione di fare nuove modifiche al DL Manovra, con il ritorno dei tagli alle energie rinnovabili che sembravano ormai stralciati. Si sono rincorse, infatti, diverse voci secondo le quali il decreto conterrebbe ancora l'art. 33 che prevede, a decorrere dal primo gennaio 2012, "che tutti gli incentivi, i benefici e le altre agevolazioni comunque a carico delle componenti tariffarie relative alle forniture di energia elettrica e del gas naturale, previsti da norme di legge o da regolamenti, siano ridotti del 30% rispetto a quelli applicabili alla data del 31 dicembre 2010".

L'articolo 33 aveva fatto andare su tutte le furie i rappresentanti degli imprenditori delle energie rinnovabili: ANIE/GIFI, ANEV, APER ed ASSOSOLARE, con un comunicato stampa congiunto, lo scorso 30 Giugno, avevano espresso tutta la loro incredulità ed il loro sgomento per la misura contenuta nel DL Manovra: secondo le associazioni, infatti, per ottenere gli obiettivi di riduzione delle bollette sarebbe (stimato da AssoEnergie future in 20,52 euro per il 2011) stato più opportuno procedere con l'eliminazione dell'IVa sulla componente A3 o su altre voci della bolletta. Tagli così pesanti per gli incentivi alle energie rinnovabili, infatti, rischierebero di aver effetti che, a detta delle Associazioni, potrebbero essere addirittura devastanti per tutto il comparto delle rinnovabili.

Non sono mancati, ovviamente, anche i commenti alle misure di politica economica e fiscale del Governo: ad alzare la voce, ad esempio, è stato il senatore del Pd Francesco Ferrante, secondo il quale “La norma è demagogica e controproducente: per i cittadini si tratta di un impercettibile risparmio in bolletta, mentre tagliando del 30% la componente della bolletta elettrica e del gas destinata a finanziare le agevolazioni alle rinnovabili si colpisce un intero comparto industriale nazionale”.

Il Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo ha tuttavia rassicurato gli operatori ecsludendo una reintroduzione dei tagli alle energie rinnovabili: “Non vedo come ciò possa accadere -ha commentato il Ministro- Il Consiglio dei Ministri, dopo ampio e approfondito dibattito, ha approvato la manovra senza quella norma. Non comprendo come si possa ipotizzare una sua reintroduzione”.

Anche Paolo Romani è intervenuto in queste ore per rassicurare tutti e alle agenzie di stampa dichiara: ''Nel testo definitivo della manovra finanziaria inviato al Quirinale non c'e' nessun taglio degli incentivi per le energierinnovabili''. '' Il Cdm - ha proseguito Romani - ha convenuto sull'eliminazione della riduzione del 30% di tutte le agevolazioni e incentivi che oggi gravano sugli oneri di sistema presenti sulle forniture di energia elettrica e gas. Un taglio che, come ho avuto modo di esporre nella seduta del Consiglio, non avrebbe portato benefici alla collettivita', incidendo solo per un 3% sul totale del costo. Al contrario, avrebbe comportato l'eliminazione di agevolazioni alle famiglie numerose e alle classi meno abbienti, mettendo inoltre a rischio il funzionamento di impianti strategici per la gestione dell'emergenza rifiuti''.

''Stiamo lavorando gia' da tempo alla rimodulazione degli incentivi e del conseguente peso in bolletta, prima con il dlgs rinnovabili, poi con il decreto specifico per il fotovoltaico - concluso il ministro per lo Sviluppo economico -, dando impulso al settore e intervenendo in modo netto e selettivo su sprechi ed eccessi del passato''.

Solo voci di corridoio dunque? Niente da preoccuparsi? O, piuttosto, qualcosa bolle davvero nel pentolone del Dl Manovra ? Il Governo non gode di ottima salute ed il Ministro Calderoli, infatti, aveva annunciato che sul caro bollette "nei prossimi quindici giorni in Parlamento si ballerà". Il taglio dei costi dell'energia è al secondo punto del manifesto di Pontida, prossimo alla scadenza con il 20 Luglio.

Non resta che attendere sviluppi.

Andrea Marchetti


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