pannelli_fotovoltaiciSono passati ormai più di due anni dal 19 febbraio del 2007, quando il Ministro Pecoraro Scanio al Ministero dell'Ambiente assieme al Ministero dello Sviluppo economico ha promulgato il decreto ministeriale che ha reso economicamente conveniente l'uso dei pannelli fotovoltaici grazie all'erogazione di un contributo per ogni Kwh di energia elettrica prodotta per vent'anni.

 

Se prima tale tecnologia aveva costi proibitivi a causa delle esose tecnologie di produzione ed era usata specialmente in applicazioni spaziali, con questo sistema di incentivazione si riesce a coprire interamente il costo dell'impianto anche in aree meno avvantaggiate dall'irraggiamento solare. Con un finanziamento da parte di un istituto di credito, si può così strappare la bolletta dell'elettricità senza dover tirare fuori dalle tasche alcun Euro. Dal Manzanarre al Reno.

Finora il GSE (Gestore per i Servizi Elettrici) ha rilasciato autorizzazioni per 28.860 impianti, per un totale di 320 Mw e 96 milioni di euro. Nel 2008 sono arrivate domande per 221 Mw, per 18.675 impianti contro i 70 Mw del 2007. Questo boom (+216%) è dovuto al fatto che il 2008 è stato l'ultimo anno in cui si è potuto usufruire delle tariffe sotto riportate. Da quest'anno i contribuito diminuiranno del 2% e un ulteriore 2% l'anno prossimo.

È ancora conveniente l'investimento nel solare? Sicuramente sì per chi abita nelle calde regioni meridionali ma per un Milanese? O un Trentino? Per queste persone la risposta non è immediata e bisogna considerare attentamente le condizioni metereologiche, di irraggiamento e di posizionamento dell'edificio in ogni singolo caso.

Ma ci sono alcuni enti che sicuramente potranno ancora godere della luce del sole anche nelle pagine dei bilanci: le Pubbliche Amministrazioni dei piccoli Comuni. Tutte le PA hanno diritto alla fascia di contribuzione più elevata, come se i pannelli fossero sempre integrati, indipendentemente dal loro posizionamento architettonico, e i paesi con meno di 5.000 abitanti hanno diritto ad un ulteriore 5% di bonus. Il che si traduce in un ritorno dall'investimento in meno di 10 anni per un impianto di 10 Kw. I privati meno fortunati dal punto di vista dell'irraggiamento solare ma più scaltri possono sfruttare gli altri bonus riportati dalle linee guida pubblicati sul sito del GSE apportando ulteriori miglioramenti per il risparmio energetico.

Per le piccole amministrazioni della penisola, sempre assetate di soldi, quello del fotovoltaico potrebbe essere un ottimo strumento per farsi belli agli occhi degli elettori, non gravare sulle finanze pubbliche ma anzi intercettare denari sfruttando i tetti delle palestre, delle scuole e degli edifici pubblici in generale. Alcuni si sono già organizzati assieme ad altri Comuni con ESCO (Energy Saving Company) che hanno il compito di installare e gestire gli impianti in tutta l'area di loro competenza. Ma per chi è in ritardo e, per vari motivi non riuscirà o non vorrà investire in questo settore, cosa succederà?

Inevitabilmente la bolletta elettrica è destinata a salire e loro saranno a chiamati a versare all'Enel o al loro erogatore di elettricità sempre più denaro. Fra qualche anno saremo fuori dalla crisi che ci attanaglia ed è probabile che l'attuale Governo deciderà di continuare sulla strada del nucleare (da cui la Germania sta invece uscendo per dedicarsi con maggior forza alle rinnovabili e alla sostenibilità in generale). È probabile quindi che gli incentivi non saranno rinnovati per il 2011 e chi avrà deciso di investire nel fotovoltaico potrà godersi le sue entrate dimenticando di aver dovuto un tempo pagare la bolletta e gli altri dovranno mettere mano al portafoglio. Con buona pace dei contribuenti.

Massimo Andriolo


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