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Partito più di due mesi fa da Monaco e alimentato esclusivamente da pannelli fotovoltaici, il catamarano Turanor Planet Solar è approdato proprio in queste ore nella città di Miami. L'obiettivo del team – sei persone in tutto – è quello di circumnavigare il globo terreste prima della fine del 2011, per mostrare ai big del pianeta e al mondo in generale le potenzialità dell'energia solare.

La prossima tappa, non a caso, sarà la città messicana di Cancun, dove fino al 10 dicembre si svolgerà uno dei più importanti vertici sul cambiamento climatico degli ultimi anni. Un “assalto” pacifico per dire, con le parole dello svizzero Raphaël Domjan, il padre dell'impresa: oggi abbiamo la tecnologia per cambiare. Non domani, oggi possiamo cambiare.

Idea, quella di Domjan, dietro la quale c'è un progetto tutt'altro che campato in aria: il catamarano Turanor è lungo 31 metri e largo 15, il che lo rende la più grande imbarcazione a energia solare del mondo. La superficie dello scafo è infatti ricoperta quasi interamente da ben 537 m2 di moduli fotovoltaici che alimentano due turbine a elica, per una potenza complessiva di 93,5 KW (o 127 cavalli). Alla massima velocità, tuttavia, le batterie che immagazzinano l'energia elettrica avrebbero una durata di circa 10 ore, per cui la media di navigazione è di 26,8 cavalli (“troppo poco”, dicono gli scettici).

Fatto sta che questo gigante tecnologico da 20 milioni di dollari, dopo aver fatto tappa a Cancun, ripartirà alla volta di San Francisco, poi di Sidney, quindi Singapore, Abu Dhabi e infine di nuovo Monaco. I record da battere sono molti: oltre a quello cui fa riferimento il nome all'iniziativa – Planet Solar World Tour 2010-2011 – Turanor potrebbe diventare il primo mezzo di trasporto alimentato a energia solare in assoluto ad effettuare il giro del mondo, nonché la prima imbarcazione a energia solare ad attraversare il Mar Rosso e l'Oceano Indiano (l'Atlantico era già stato “violato” nel 2007 dal catamarano Solar21).

Ci ha creduto Immo Stroher, il proprietario ufficiale della barca, che ha finanziato il progetto e ha scommesso su Domjan (ex guida alpina ed ex conducente di ambulanza, per intenderci); ci credono i sei membri del team, tra cui una donna, quasi tutti con un passato da “marinai”; ci credono i supporter, gli sponsor e i partner, ufficiali e scientifici... ci crederanno anche i delegati di Cancun? A breve conosceremo la risposta.

Roberto Zambon

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