Linee_guida_fonti_rinnovabili

Come già scritto su GreenMe.it, sono state pubblicate nella Gazzetta Ufficiale n. 219 del 18 Settembre 2010 (dopo una attesa di ben 79 mesi) le Linee Guida Nazionali per l'autorizzazione degli impianti di produzione energetica che utilizzeranno fonti rinnovabili . Pur mettendo in risalto il grave ritrardo con cui le Linee Guida sono state approvate, le reazioni sono state positive, sia da parte delle associazioni ambientaliste sia, e soprattutto, da parte delle categorie produttive.

Queste ultime, infatti, potranno contare su procedure autorizzative più snelle e valide su tutto il territorio nazionale, mettendo fine ad una sitazione estremamente parcellizzata, per cui quel che era valido in una regione diventava illecito uno volta varcatone il confine, con la conseguenza che impianti identici potevano essere realizzati con procedure e tempi assai diversi a seconda del posto in cui erano destinati a sorgere. Le associazioni ambientaliste, invece, si erano preoccupate di mettere in evidenza la maggiore tutela per il paesaggio che procedure autorizzative univoche dovrebbero assicurare. Del resto il paesaggio è un bene insestimabile da tutelare da nord a sud, senza eccessivi ed inutili localismi .

A questo punto, dunque, la palla passa di nuovo alle Regioni che, come disposto dal decreto autorizzativo delle Linee Guida Nazionali, dovranno adeguare le proprie normative entro la fine del mese di Gennaio 2011. Sul punto è intervenuata Legambiente, che si è rivolta ai Governatori delle Regioni italiane, sottolineando come il momento sia estremamente importante, rappresentando un'occasisone unica, da non sprecare, per integrare finalmente le energie rinnovabili nel territorio: Fissando le proprie regole le Regioni avranno una grande occasione per per integrare le fonti rinnovabilinel territorio e ragionare di futuro e di una green economy che sia capace di dare risposta ai problemi dell’edilizia, della qualità urbana, dell’agricoltura, delle piccole e medie imprese”.

Queste le parole con cui ha esordito il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, sottolinenando come, con l'approvazione delle Linee Guida Nazionali, si sia chiusa una fase di incertezza normativa per aprirne una nuova, nella quale le Regioni potranno fissare regole certe così da garantire trasparenza e efficacia delle procedure di realizzazione degli impianti e di tutela del paesaggio. Ma in caso contrario invece, da febbraio, si dovranno utilizzare le indicazioni, peraltro incomplete, delle Linee Guida nazionali.

Le nostre proposte – ha continuato Cogliati Dezza -, vogliono contribuire a costruire un confronto ampio, per condividere una visione di forte sviluppo delle rinnovabili che permetta all’Italia di raggiungere gli obiettivi europei sviluppando filiere produttive capaci di offrire nuove opportunità occupazionali, sostenendo le attività economiche esistenti, puntando ad integrare gli impianti nel paesaggio e nel territorio garantendo trasparenza e legalità”.

Per Legambiente, dunque, Le Linee guida devono dunque definire un quadro di regole capace di garantire per le diverse fonti la più' efficace integrazione ambientale e paesaggistica. Un risultato che si può ottenere innanzitutto definendo per gli impianti eolici, solari, da biomasse, idroelettrici, geotermici le aree non idonee, e introducendo criteri per la più corretta progettazione e integrazione delle differenti fonti nel paesaggio, secondo un principio di progressività, in modo da semplificare l’iter per gli impianti di dimensione ridotta e in regime di scambio sul posto.

L'individuazione dei riferimenti per la più efficace diffusione degli impianti da fonti rinnovabili passa quindi per due percorsi paralleli: per un’attenta analisi dei caratteri del territorio per l’individuazione delle aree non idonee e attraverso criteri che permettano di orientare la progettazione verso una attenta integrazione negli edifici e nel paesaggio.

Alle Linee Guida si deve accompagnare la massima attenzione alla trasparenza dei processi e all’informazione dei cittadini, a garantire in ogni modo la legalità. In questa direzione – ha concluso Cogliati Dezza - riteniamo necessario che le Regioni si impegnino per dare notizia di tutte le procedure, norme e vincoli che riguardano i progetti da fonti rinnovabili, lo stato dell’iter per ogni progetto e il quadro delle installazioni nel territorio, attraverso un sito internet adeguatamente aggiornato, mentre da parte nostra utilizzeremo le prossime settimane per incontrare e condividere la proposta con le associazioni agricole e del territorio interessate”.

Andrea Marchetti





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