fotovoltaico_integrato-architettura

Sono stati proclamati ieri a Roma nella splendida cornice del Maxxi, i progetti vincitori della prima edizione del premio "Tecnologie solari e qualità del progetto: l'integrazione del fotovoltaico in architettura", promosso dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) e dalla Direzione Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l'Architettura e l'Arte Contemporanee (PABAAC) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed il Museo del Maxxi.

I primi tre classificati sono i committenti di tre progetti diversi tra loro:

  • una struttura ricettiva di San Martino in Badia, in provincia di Bolzano, «per l’ottima caratterizzazione geometrica a spirale del progetto»;
  • un'abitazione privata a Pordenone per la «perfetta armonia tra curva dei supporti dell’impianto e geometri dei moduli»
  • la sede della Camera di Commercio di Taranto «con i moduli perfettamente integrati con i moduli del preesistente edificio».

Anche dalle motivazioni della giuria per i progetti, traspare la diversità delle installazioni, a dimostrazione delle tante possibilità offerte dal fotovoltaico in contesti differenti, accomunate dalla medesima attenzione al rispetto del decoro architettonico e del paesaggio circostante.

La premiazione, infatti, si è svolta a margine di un convegno dedicato alla integrazione architettonica, con particolare attenzione alla compatibilità delle energie rinnovabili con l'architettura, il paesaggio ed il contesto storico. Il premio, inoltre, scaturisce dalla firma di un Protocollo d'intesa siglato nel giugno 2010 tra il GSE e la Direzione Generale PABAAC con lo scopo di promuovere la ricerca e la progettazione per l'integrazione architettonica e paesaggistica delle tecnologie rinnovabili, elementi di cui si è tenuto conto per giudicare i progetti.

«In Italia ci sono 105 mila impianti realizzati con il fotovoltaico: il problema principale è garantire maggiore compatibilità sia col paesaggio, sia con il contesto urbano», ha osservato Mario Lolli Ghetti, direttore generale del ministero per i Beni culturali. A Taranto, per esempio, i moduli in policristallino montati sulla facciata sud della sede della Camera di commercio, pare abbiano fatto scuola. «Dal 2006, con questo intervento, siamo stati i primi, in Puglia a far capire l’importanza degli impianti fotovoltaici».

«Sussistono forti dubbi per l’utilizzo dei pannelli solari, e quindi per il loro relativo e previsto sussidio, nel campo dell’agricoltura, in quanto occuperebbero svariati ettari di terreno», ha detto Gerardo Montanino, direttore operativo per il Gse. Diversa è l’applicazione sugli edifici, «certo, non in maniera selvaggia e anti-estetica, come è accaduto finora per le antenne televisive», ha aggiunto Montanino.

Al termine della premiazione e del convegno il Gse, la direzione generale del paesaggio per i Beni culturali e la fondazione Maxxi, hanno lanciato un nuovo concorso di idee per il prossimo anno, relativo alla progettazione e alla successiva produzione di nuovi impianti integrati.

Andrea Marchetti



 

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