impianto_fotovolatico

Nel mondo è in corso una vera e propria rivoluzione delle energie pulite, che negli ultimi anni hanno registrato una crescita senza precedenti. È quanto emerge dal convegno di PV Rome Mediterranean, la fiera internazionale delle tecnologie fotovoltaiche per il Mediterraneo, ospitata all’interno di ZeroEmission Rome 2010, il grande evento dedicato alle energie rinnovabili in corso proprio in questi giorni a Roma.

Dai dati relativi allo scorso anno emerge che, nel vecchio continente, il 63% di tutti i nuovi impianti di produzione energetica sfrutta fonti di energia rinnovabili e anche l’Italia, nonostante sia in coda rispetto alle grandi potenze europee, in pochi decenni, è passata da poche decine di grandi centrali elettriche a più di 100.000 centri, che oggi – tra eolico e fotovoltaico - producono energia alternativa.
A confermarsi leader mondiale in questo settore appare ancora una volta la Germania, dove la produzione energetica ha preso una svolta radicale verso le energie rinnovabili e dove in pochi anni sono stati realizzati più di un milione di impianti su tutto il territorio.

Ma la cosa più importante – osserva Gianni Silvestrini, relatore del convegno e direttore scientifico del Kyoto Club, grande esperto del settore energetico– è che l’idea di coprire tutto o quasi il fabbisogno elettrico con energia pulita non è più un tabù: negli ultimi mesi studi di diversa provenienza, elaborati da università, associazioni industriali e politici, attestano come questo traguardo non sia affatto irrealizzabile. Il più recente è uno studio dell’Agenzia federale per l’Ambiente tedesca, che prevede di soddisfare oltre l’80 per cento della domanda di energia da fonti rinnovabili, mentre il nucleare, contrariamente a quanto si è detto anche su molti giornali italiani nei giorni scorsi, è destinato a scomparire del tutto entro il 2030 e avrà solo un compito di transizione verso un mix energetico totalmente ecocompatibile”.

Per quanto riguarda l’Italia – secondo Roberto Longo, presidente di Aper, l’associazione dei produttori di energie rinnovabili – il nostro Paese “può avere un ruolo trainante, a patto di darsi una politica energetica coerente”. E se da un lato ha approvato nuove incentivazioni per il fotovoltaico, in Conto Energia fino al 2013, dall’altro si mostra ancora troppo sensibile al nucleare.



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