Marubeni

Prendi una delle più grandi compagnie energetiche del mondo, dedita al carbone, col suo bel carico di emissioni inquinanti. Immaginala verde, coinvolta in progetti rinnovabili che scalzino via via lo strapotere delle fonti fossili. Non è un sogno ma realtà. La società in questione è la Giapponese Marubeni, che con uno prepotente cambio di rotta ha deciso di abbandonare il carbone a favore delle energie rinnovabili.

Un annuncio storico arrivato proprio in questi giorni. La compagnia energetica nipponica non costruirà più centrali a carbone e raddoppierà la capacità di produzione di energia rinnovabile della propria rete elettrica dal 10% al 20% entro il 2023. Un arco di tempo abbastanza ristretto, appena 5 anni. Prevede così di ridurre il proprio impatto ambientale e di ridurre il proprio volume di emissioni di gas serra. La società attualmente è all'11° posto tra i 120 maggiori sviluppatori mondiali di carbone.

Entro il 2030, abbasserà la capacità di generazione di energia elettrica dal carbone da circa 3GW alla metà. Inoltre, implementerà tecnologie innovative per aumentare l'efficienza delle sue attività.

La compagnia contribuirà alla transizione verso una società a basse emissioni di carbonio promuovendo l'espansione del volume di fonti di energia. Un esempio di questo è SmartestEnergy Ltd., una consociata interamente controllata, con sede nel Regno Unito, che gestisce circa 3GW di energia totale, acquistata da produttori indipendenti. Circa l'80% dei 3GW sono generati da fonti rinnovabili.

marubeni

"Come principio generale, Marubeni non entrerà più in nessuna nuova attività di generazione di energia a carbone" spiega la società. "Riconosciamo che il cambiamento climatico sia un importante problema condiviso da tutta l'umanità. Minaccia la coesistenza dell'ambiente globale e della società, un problema che ha un enorme impatto sulle imprese e sugli azionisti e un problema che Marubeni ritiene debba essere affrontato rapidamente".

Oggi, a due giorni dall'annuncio del cambio di rotta, la compangia ha fatto sapere di avere già investito nella Fulcrum BioEnergy, società con sede negli Stati Uniti che, in collaborazione con Japan Airlines Co. e Japan Overseas Infrastructure Investment Corporation per i trasporti e lo sviluppo urbano, produrrà carburanti low carbon derivanti dalle risorse più abbondanti del paese: i rifiuti solidi urbani, un processo noto come "Waste to Fuel".

Fulcrum sta attualmente costruendo il suo primo impianto commerciale in Nevada e dovrebbe entrare in attività nel 2020.

Uno storico cambio di rotta che, ci auguriamo, possa dare i suoi frutti fungendo da esempio anche per altre compagnie.

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