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È stata inaugurata oggi a Fusina (Venezia) la prima e più grande centrale a idrogeno del mondo. Sorgerà nell’area della centrale EnelAndrea Palladio” adiacente al Petrolchimico di Porto Marghera e produrrà l'energia elettrica necessaria a soddisfare il fabbisogno elettrico di oltre 20.000 famiglie.

Energia completamente pulita che permetterà di risparmiare oltre 17.000 tonnellate di anidride carbonica (CO2) nell'atmosfera.

L'innovativa centrale Enel a ciclo combinato alimentata a idrogeno rappresenta il primo impianto al mondo di questo tipo di dimensioni industriale con una potenza di 16 mw totali in grado di produrre sia energia elettrica che calore e di sviluppare circa 12 Megawatt (MW) di potenza. La centrale, infatti, sfruttando il calore presente nei fiumi di scarico per produrre vapore ad alta temperatura da inviare alla vicina centrale a carbone riuscirà a generare ulteriore energia per una capacità aggiuntiva di circa 4 MW.

Nel complesso l'energia prodotta sarà circa 60 milioni di chilowattora all'anno per un rendimento complessivo pari a quasi il 42%. Il tutto utilizzando 1,3 tonnellate di idrogeno all'ora.

Quest'impianto sperimentale ad altissima efficienza che pone l'Italia all'avanguardia nel settore, ha richiesto un investimento complessivo di circa 50 milioni di euro e rientra nell'ambito dei progetti di Hydrogen Park, il Consorzio nato nel 2003 con il sostegno della Regione Veneto e del Ministro dell'Ambiente, ad opera dell'Unione Industriali di Venezia con l'obiettivo di promuovere le tecnologie dell'idrogeno nell'area di Porto Marghera.

"Hydrogen Park non è più solo promozione della sperimentazione e dello sviluppo di nuove tecnologie, ma anche strumento per l'attività di monitoraggio ed accompagnamento delle iniziative del Distretto dell'idrogeno e la diffusione della cultura e conoscenza sull'utilizzo e l'applicazione dell'idrogeno" ha dichiarato Giancarlo De Lazzari, Presidente del consorzio.

La scelta della centrale di Fusina per ospitare questo primato mondiale non è stata affatto casuale essendo da sempre teatro di sperimentazioni e innovazione attenta all'ambiente, non ultimo quello sulle biomasse e lo smaltimento dei rifiuti, utilizzati al posto del carbone per alimentare le caldaie della centrale. Sono ben 70.000 le tonnellate di CDR, il combustibile derivante dalla raccolta differenziata – l'equivalente di rifiuti prodotti da 3.000 persone -, impiegate ad oggi in tutta sicurezza nella centrale di Fusina e che permettono di evitare oltre che la messa in discrarica anche l'immissione in atmosfera di circa 60.000 di tonnellate all'anno di CO2.

Alla cerimonia di inaugurazione, Fulvio Conti, amministratore delegato Enel ha presentato orgoglioso al mondo la nuova centrale ad idrogeno, definendola ''una perla ingegneristica", pur non nascondendo le perplessità legate ancora a questa tecnologia: "Per produrre idrogeno in maniera competitiva non esiste ancora una tecnologia. Oggi infatti produrre energia con idrogeno costa 5-6 volte in più rispetto alle tecnologie tradizionali''.

"La centrale a idrogeno di Fusina è un baluardo per il futuro nella nostra scelta di non inquinare – ha dichiarato il presidente della Regione Vento, Luca Zaia presente alla cerimonia - La regione vuole essere presente e forte nella green economy. Noi puntiamo al 5,2% di produzione in green economy per poter raggiungere entro il 2020 il 17% richiesto dall'Ue".

Simona Falasca


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