serre fotovoltaiche

Serre intelligenti che producono sia energia pulita che prodotti alimentari. Una nuova tipologia di pannelli “colorati” sfrutta al meglio la luce contribuendo ad ottimizzare la fotosintesi nelle piante che si trovano all'interno.

Perché mettere dei pannelli su una serra? Qual è il vantaggio visto che con la loro presenza impedirebbe alla luce di passare?

Soliculture, società di spin-off dell'Università di Santa Cruz, ha sviluppato una nuova tecnologia che consente alla luce del sole di passare attraverso dei pannelli colorati, pensati per favorire la fotosintesi e ridurre la quantità d'acqua richiesta. Quello della luce che non riusciva a filtrare è sempre stato il più grosso limite per lo sviluppo e la diffusione dei pannelli fotovoltaici sulle serre.

I pannelli LUMO di Soliculture sono sistemi “Wavelength-Selective Photovoltaic Systems” ossia in grado di selezionare la lunghezza d'onda (WSPV). Sono formati da diversi strati fotovoltaici incorporati su una superficie luminescente di color magenta e assorbono alcune delle lunghezze d'onda (blu e verde) della luce del sole, convertendo una parte della luce verde in luce rossa, con “la massima efficienza per la fotosintesi delle piante”.

La tecnologia che sta alla base è oggetto di ricerche approfondite da oltre 40 anni. Soliculture è la prima azienda a svilupparla e commercializzarla per installazioni di grandi dimensioni e ha collaborato con Solaria Corporation.

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Nello specifico, il pannello LUMO contiene una bassa densità di strisce fotovoltaiche di silicio disposte su uno strato di vetro, permettendo così il passaggio della luce tra le strisce. Uno strato sottile di materiale luminescente viene fatto aderire alla parte posteriore del vetro, convertendo la luce verde in luce rossa. Lo spettro luminoso ottimizzato aumenta così la produzione di energia e facilita la crescita delle piante.

“I pannelli solari LUMO sono ideali per le aree di produzione della coltura della serra, dove è richiesta la massima trasmissione della luce” spiega il team.

La luce rossa garantisce la massima efficienza per la fotosintesi nelle piante visto che queste ultime assumono la luce nella parte blu e rossa dello spettro, non nel verde. Un altro vantaggio è il costo contenuto, pari a circa 65 centesimi al watt, 40% in meno rispetto ai pannelli fotovoltaici tradizionali.

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Michael Loik, professore di studi ambientali dell'ateneo, ha recentemente pubblicato un articolo sulla rivista Earth's Future che esamina gli effetti sulla fisiologia vegetale dall'uso di WSPV.

Secondo Loik rappresentano una grossa mano d'aiuto per la decarbonizzazione del sistema alimentare. Tale tecnologia

“dovrebbe contribuire a facilitare lo sviluppo di serre intelligenti che massimizzano l'efficienza energetica e l'utilizzo dell'acqua durante la coltivazione del cibo”:

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Le serre, anche se sfruttano soprattutto la luce solare per coltivare le piante all'interno, usano anche molta energia elettrica per ventilatori, sensori e apparecchiature di controllo e luci. Con sistemi di questo tipo, potrebbero diventare autosufficienti.

Francesca Mancuso

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