L'impianto che rende potabile l'acqua del mare grazie all'energia solare

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La grande sfida globale è quella di riuscire a garantire l’accesso all’acqua potabile a tutti. Anche se ci sono oltre 18mila impianti di dissalazione in oltre 150 paesi, circa un miliardo di persone soffrono la povertà idrica e 4 miliardi la scarsità, almeno un mese all’anno.

Entro il 2050 si prevede che la domanda di acqua potabile aumenterà del 55%, ecco perché è necessario utilizzare degli impianti di dissalazione in grado di trasformare l’acqua del mare in dolce in maniera economica e sostenibile.

Alcuni, infatti, oltre ad avere un costo troppo elevato, utilizzano dei processi che richiedono troppo consumo di energia. Una soluzione più innovativa è quella proposta, tra gli altri, dai ricercatori del Center for Nanotechnology Enabled Water Treatment (NEWT) della Rice University.

L’idea è quella di un impianto di dissalazione off-grid che utilizzi l’energia solare per riscaldare l’acqua che subirà il processo di trasformazione. C’è da dire, che correva il 1920 quando per la prima volta Maria Telkes, aveva dato vita a un marchingegno per la distillazione solare, da allora, di strada ne è stata fatta.

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Tra le ultime invenzioni finanziate dal governo federale americano, c’è appunto il sistema Nesmd che utilizza una combinazione di tecnologia di distillazione a membrana e nanoparticelle di carbonio che raccolgono fino all’80% della luce solare per generare vapore.

Tutti dettagli tecnici sono stati pubblicati negli atti dell’Accademia nazionale delle scienze con tanto di spiegazione su come funziona il processo di dissalazione.

In pratica, l’acqua salata viene bollita e il vapore viene fatto passare attraverso una bobina di condensazione, un sistema che normalmente ha un costo elevato e consuma molta energia. La novità del Nesmd è che abbatte il consumo energetico perché non fa bollire l’acqua.

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L’acqua salata passa attraverso una membrana porosa dotata di particelle nanofotoniche, che vengono attivate dalla luce solare producendo il vapore, ecco cosi che dall’altro lato della membrana scorre acqua dolce e fredda.

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Viene utilizzata pochissima energia per il pompaggio perché le nanoparticelle di carbonio infuse in un polimero poroso rendono al massimo quando la luce solare viene concentrata attraverso una lente.

Infatti, con un pannello da 70x25 centimetri si possono produrre sei litri d’acqua dolce e fresca all’ora.

Dominella Trunfio

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