Carbone: sostituirlo col solare salverebbe 52 mila vite ogni anno

carbone fossili

Se sostituissimo tutti gli impianti alimentati a carbone con parchi solari salveremmo la vita a 52 mila persone all’anno. Lo svela uno studio della Michigan Technological University che prende in esame gli Usa, proprio mentre Trump esalta i vantaggi del carbone e lo sostiene a scapito delle energie pulite.

Il carbone uccide

Asma, malattie all’apparato respiratorio, infarti. Sono soltanto alcune delle patologie legate alle emissioni generate dagli impianti a carbone, spesso impianti peraltro molto vecchi. E queste patologie portano alla morte di migliaia di persone ogni anno, nella maggior parte dei casi senza che vengano messi sotto accusa i veri responsabili. Al momento il carbone vale il 30% nel mix energetico degli Usa, secondo dati dell’Energy Information Administration. Ma se invece consideriamo i consumi il carbone vale il 15% e quasi tutto viene utilizzato per generare energia. Con il passare del tempo le fossili hanno lasciato il passo al gas naturale, ma contribuiscono in maniera massiccia a produrre emissioni nocive, talmente tante emissioni da uccidere oltre 50 mila persone all’anno.

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Solare al posto del carbone: vite e denaro risparmiati

Passare alle rinnovabili è quindi utile anche a salvare vite umane in maniera considerevole. Installare 755 GW di nuova potenza solare costerebbe 1,45 mila mld di dollari Usa. Su un periodo di 25 anni – che coincide con quello di garanzia dei pannelli solari – sarebbe un costo di 1,1 mln di dollari per ogni vita salvata. Si può calcolare il valore di una vita? Forse non è molto elegante, ma gli stessi autori dello studio in questione sottolineano che questo costo è del tutto equivalente a quello calcolato in altre ricerche.

Ma questo costo unitario si basa su un calcolo in cui l’energia non corrisponde ad alcun valore, il che nella realtà non è affatto vero, visto che sia il carbone che il solare sono fonti di guadagno, così come l’energia elettrica. Per questo i ricercatori hanno rifatto il calcolo, basandosi sul costo dell’energia solare su scala residenziale in zone rurali, prendendo come esempio Houghton, in Michigan. Ebbene, a questo punto il passaggio da carbone a solare vale -4,65 milioni di dollari per ogni vista salvata. E’ un valore negativo. Significa che passare dal carbone al solare farebbe risparmiare vite e denaro.

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Trump scommette sul carbone, ma il declino è fisiologico

Questo studio potrebbe essere uno dei tanti buoni motivi a guidare la transizione energetica? Potrebbe. Il condizionale è d’obbligo anche alla luce di quanto invece prevede il presidente Usa Donald Trump, che punta molto sul carbone per il futuro del Paese. Ma la realtà dei dati scientifici indica questa fonte in declino, un declino fisiologico, dettato dal progresso che coinvolge non soltanto la produzione ma anche la fruizione dell’energia (Stanford Institute for Economic Policy Research). In altre parole, il carbone non è vittima di scelte politiche a favore di altre fonti, ma cadrà per mano dell’innovazione e del cambiamento (incarnati anche, naturalmente, dalle rinnovabili).

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Al 2040, secondo il Bloomberg New Energy Finance, il carbone conterà nel mix energetico Usa per il 15%. Chiuderanno i vecchi impianti, mentre l’energia prodotta da impianti a gas peserà per il 22% e le rinnovabili cresceranno del 169%. Da Bloomberg, in realtà, fanno anche notare che queste previsioni sono diverse da quelle EIA, che vedono invece una certa stabilità nelle sorti del carbone, addirittura dandolo in crescita fino al 31% al 2040, considerando anche il sostegno alle lobby previsto da Trump. Ma, appunto, è questione di tempo. Gli Usa restano il terzo investitore al mondo in rinnovabili dietro Cina e India; più il carbone diventerà un investimento insostenibile, più le rinnovabili saranno palesemente la scelta più economica, più gli Usa riusciranno ad avvicinarsi a quel traguardo di 51.999 vite salvate all’anno.

Anna Tita Gallo