acqua potabile

Un futuro in cui tutti, grazie alle fonti rinnovabili, potranno avere accesso all’energia in maniera più democratica, è quasi un sogno, soprattutto quando si pensa alla disparità di accesso a risorse come l’acqua potabile. Alla Zero Mass Water hanno creduto in questo sogno e hanno sviluppato un prodotto che consente di utilizzare i pannelli solari per generare acqua autonomamente.

Ancora troppe persone non hanno accesso all’acqua potabile

Sappiamo bene che vivere in zone del Pianeta in cui gli acquedotti funzionano è un privilegio. In molte, troppe, zone del mondo ancora c’è chi cammina per chilometri ogni giorno per arrivare all’acqua potabile, o persino chi di sete ancora muore.

C’è chi utilizza l’acqua potabile per irrigare i campi, o chi ha pozzi propri, c’è chi allo stesso tempo ne spreca tantissima, ma in comune tutti abbiamo una problematica: ci sono poche alternative per ottenere acqua potabile autoproducendola, a meno che non si riesca a sostenere un costo elevatissimo. Ma l’innovazione tecnologica e alcune idee brillanti possono aiutare ad avere maggiore controllo sui rifornimenti di acqua a cui abbiamo accesso. In altre parole, potenzialmente, grazie ad alcuni sistemi, possiamo tutti ricavare acqua potabile senza acquistarla.

Source, il pannello solare che genera acqua

La Zero Mass Water, una spin-off dell’università dell’Arizona, ha sviluppato un “pannello solare che produce acqua potabile”, che non richiede fili o connessioni. E non è soltanto un progetto che funziona sulla carta, il sistema è già stato installato dal 2015 in alcune zone di test.

L’idea è nata pensando alle persone che vivono in zone dove mancano le infrastrutture necessarie a garantire l’approvvigionamento continuo. “L’acqua potabile è un diritto umano fondamentale. Vogliamo realizzare prodotti che possano garantire questo diritto”, dicono da Zero Mass anche su Facebook.

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“Source” misura circa 2,8 mq e genera elettricità grazie ad un pannello solare, appunto. Una parte dell’energia elettrica viene immagazzinata in una batteria, l’altra parte serve invece ad innescare un ciclo di condensazione ed evaporazione che permette di ricavare da 2 a 5 litri di acqua al giorno. Poi l’acqua viene conservata in un serbatoio da 30 litri e vengono aggiunti sali minerali perché abbia un sapore. Infine, l’acqua può essere fatta arrivare fino ad un rubinetto. Naturalmente, installando più unità è possibile ricavare quantità d’acqua maggiori.

La democratizzazione dell’accesso all’acqua

I costi di manutenzione sono relativamente bassi, occorre soltanto cambiare ogni anno un filtro dell’aria e una cartuccia di minerali ogni 5 anni. I prezzi si aggirano attorno ai 4.800 dollari, un costo elevato per chi davvero fatica ad avere a disposizione acqua potabile ogni giorno in quantità almeno minime. Ma accedendo al sito Web di Source si scopre una condizione speciale che recita così: “Quando acquisti Source entri in possesso dell’acqua e divide con noi il costo di un secondo pannello, rendendolo accessibile ad una famiglia senza acqua a disposizione”. Significa cioè che parte del prezzo va a coprire una parte dei costi per un secondo pannello, in questo modo l'azienda riesce ad aiutare concretamente chi è in difficoltà. Suona così un po' più vicino l’obiettivo di Zero Mass Water: la democratizzazione dell’accesso alle risorse naturali.

Anna Tita Gallo

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