Sphelar-Spherica-Solar

In futuro potremmo produrre energia elettrica utilizzando direttamente le nostre fineste come pannelli solari. A tutto vantaggio dell'ambiente e del risparmio energetico ma anche dell'estetica dei nostri palazzi e delle nostre città, specie dei centri storici di pregio storico- architettonico e culturale.



Vi avevamo già informati dei progressi in questo senso con l'articolo dedicato alla Solarwindow, che ha svilupato uno speciale spray da spruzzare direttamente sulle finestre delle nostre case trasformandole, grazie ad una miscela trasparente di polimeri conduttori, in pannelli in grado di captare anche la luce diffusa proveniente, addirittura, dalla illuminazione artificiale.

Adesso è la volta della azienda giapponese Kyosemi Corporation che ha fatto un ulteriore passo in avanti, plasmando celle solari di dimensioni ridottissime, brevettate con il nome di Sphelar (Spherical Solar Cell), ed in grado di essere direttamente incorporate all' interno dei vetri delle nostre finestre e, quindi, capaci di essere non solo in totale integrazione con gli edifici, ma, essendo inserite nell'infisso, di diventrare parte dell'edificio stesso.

Le sfere sono di silicio, il materiale usato anche per i normali pannelli fotovoltaici, ma è la procedura di creazione che è completamente diversa: gocce di silicio fuso vengono fatte precipitare sul supporto in vetro e, cadendo, si solidificano evitando, così, anche lo spreco di silicio derivante dalla sua lavorazione. Nei tradizionali pannelli solari, infatti, i lingotti di silicio vengono tagliati in fette sottilisime per costituire il cosiddetto wafer, ovvero lo strato di che verrà chiuso tra i due cristalli che formano il modulo, è inevitabile, che una parte di materiale venga persa sotto forma di "segatura", il cosiddetto effetto Kerf. Con Sphlelar si sopperisce alla cosa con un unico ed univoco processo in grado di ridurre così, oltre alla quantità di silicio, anche i costi di produzione.

sphelar_1


Il progetto Sphelar è stato presentato al recente PV Expo 2010 di Tokyo, in cui è stata fornita anche una dimostrazione di come le piccole sfere fotovoltaiche ( che hanno un diametro di appena 1-1,5 mm, massimo 1,8 mm ) si adattino bene anche all'integrazione su finestre curve, potendo contare su una varietà di prodotti con le singole unità collegate fra loro in serie o in parallelo e con una trasparenza anche fino all'80%. Le dimensioni assai ridotte permettono di catturare la luce proveniente da tutte le direzioni, compreso, quindi, anche la luce diffusa e non solo l'irraggiamento solare diretto. Inoltre le celle oltre che essere integrate in superfici flessibili, possono, un po' come quelle brillantino sviluppate dalla Sandia National Laboratories anche assumere forme insolite o, se necessario, essere piegate.

Speriamo, quindi, che Sphelar si riveli una soluzione concreta per il risparmio energetico e la riduzione di emissioni nocive in atmosfera e che presto le micro celle fotovoltaiche siano reperibili in commercio.

Andrea Marchetti


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La casa verde: pannelli solari e pozzi geotermici

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