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Queste sono le storie che più ci piace raccontarvi. Leroy Mwasaru è uno studente di 17 anni di Maseno, la scuola in lingua inglese più antica del Kenya che ospita 720 allievi. Nel gennaio 2013 l’edificio si è dotato di un nuovo dormitorio ma si è subito evidenziato un problema non da poco: il mal funzionamento delle fognature e il conseguente odore fetido che si spandeva anche nelle zone circostanti.

La scuola aveva poi anche un altro problema: per cucinare veniva utilizzata della legna ma ovviamente, bruciarla nella cucina della scuola, rappresentava un grave rischio per la salute dei suoi studenti ma soprattutto per coloro che si occupavano di preparare il cibo. Inoltre per procurarsi la legna, dovevano essere tagliati molti alberi della zona e la foresta circostante iniziava a esaurire le sue risorse tanto che la comunità locale si stava organizzando in proteste contro la scuola.

Leroy, insieme ad alcuni compagni, ha allora avuto un’idea geniale: quella di sfruttare i bisogni solidi degli allievi ma anche lo sterco delle mucche e i rifiuti organici che provenivano dalla cucina per fare qualcosa di utile, creare energia pulita e risolvere così entrambi i problemi della struttura.

Quello che il giovane studente kenyano ha realizzato è sostanzialmente un bioreattore di rifiuti (HWB) in grado di produrre biogas. In una camera sotterranea della struttura viene conservata tutta la materia prima che grazie alla fermentazione effettuata da dei microrganismi rilascia appunto biogas, una fonte di energia rinnovabile composta principalmente di metano. Il gas viene raccolto nel bioreattore e diviene subito pronto all’uso come combustibile.

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In questo modo non ci sono più cattivi odori nei dormitori, fumi dovuti alla legna arsa in cucina, i cuochi non rischiano più la salute e le relazioni con la comunità locale sono migliorate. Grande ovviamente anche il vantaggio per l’ambiente, dato che non devono più essere tagliati alberi.

Con questo suo progetto Leroy ha partecipato e vinto all’Innovate Kenya challenge un concorso indetto da un’organizzazione no-profit che aiuta gli adolescenti in Kenya, Sud Africa, e Sierra Leone a sviluppare progetti creativi per affrontare i problemi sociali delle loro comunità. Ed è proprio grazie a questa vittoria che il bioreattore è potuto diventare pienamente funzionante nella scuola Maseno.

Ma i progetti di Leroy non si fermano qui, adesso il ragazzo vuole formare una società che possa migliorare il prototipo già realizzato. Gli auguriamo tutta la fortuna e i successi che si merita!

Francesca Biagioli

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