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10 cose incredibili che abbiamo imparato sulla Terra dall’ultimo Earth Day (leggete soprattutto l’ultima)

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Il segreto della cacca di vombato, gli orsi pizzly, il camaleonte che sta sulla punta di un dito, ma anche la terribile crisi climatica che ci colpisce sempre più forte. In un anno abbiamo imparato tanto, ma soprattutto non abbiamo perso la speranza. L’Earth day è anche questo!

Per il secondo anno consecutivo l’Earth Day arriva mentre il mondo sta ancora facendo i conti con la pandemia che continua a influenzare la nostra vita quotidiana e le cui cause sono strettamente correlate proprio alla crisi climatica. Non è un caso se nell’ultimo anno la perdita della biodiversità, l’inquinamento e il disboscamento siano aumentati nell’anno appena trascorso.

Allo stesso tempo, però, la marcata riduzione dell’attività umana provocata dal lockdown – quella che alcuni esperti hanno soprannominato “l’Antropausa” – ha offerto a scienziati e ricercatori l’opportunità di osservare il mondo naturale come mai prima d’ora. In concomitanza con queste finestre di osservazione uniche c’è stato un aumento dell’attenzione alla gestione del territorio come via da seguire per combattere la catastrofe ecologica.

Cosa abbiamo imparato e scoperto nell’ultimo anno? Ecco alcune delle novità più preoccupanti, ma anche intriganti e piene di speranza che abbiamo imparato sul nostro pianeta dall’ultima Giornata della Terra dell’anno scorso.

Abbiamo visto quanto velocemente l’inquinamento acustico oceanico può diminuire e quanto può aiutare la vita marina

Per un momento la scorsa primavera, gli oceani hanno ritrovato la calma. Il calo dell’attività umana conseguente alla pandemia ha portato a riduzioni del suono drastiche che hanno agevolato la vita marina. Da allora, però, il rumore oceanico prodotto dall’uomo è tornato a crescere e ora si è stabilizzato vicino ai livelli pre-pandemici. 

Leggi: Il lockdown ha reso più tranquilli gli Oceani: le balene sono meno stressate, senza cacciatori, rumori e turisti

Un nuovo studio ha scoperto che l’Amazzonia collasserà entro il 2064

La foresta tropicale più grande e ricca di specie del mondo, l’Amazzonia, ospita miliardi di alberi che non solo forniscono rifugio a un insieme diversificato di organismi, ma la stiamo distruggendo sempre di più. E il Covid-19 non ha affatto fermato la deforestazione del polmone verde del Pianeta.

Leggi: L’Amazzonia collasserà entro il 2064 (e sarà una catastrofe per tutti). Il nuovo spaventoso studio

Abbiamo scoperto tantissime nuove specie

Sebbene gli umani abbiano lasciato un segno in tutti gli angoli della Terra, abbiamo scoperto solo una piccola parte delle specie che la occupano. In effetti, quella frazione potrebbe essere inferiore all’1 percento . E, sorprendentemente, non tutte queste specie sono minuscoli microbi e insetti. Anche i mammiferi giganti possono sfuggire agli scienziati.

A gennaio, i ricercatori della National Oceanic and Atmospheric Administration hanno dichiarato di aver scoperto una nuova specie di balenottera comune nel Golfo del Messico.  E, tra gli altri, sono stati scoperti anche un camaleonte dalle dimensioni microscopiche che poggia su un dito, un’ape solitaria in Israele e un nuovo ragno pavone.

Abbiamo un quadro molto più chiaro di quanta fauna selvatica stiamo perdendo

I numeri non sono buoni. A settembre, il World Wildlife Fund ha pubblicato un rapporto che mostra che le popolazioni globali di diversi grandi gruppi di animali, inclusi mammiferi e uccelli, sono diminuite di quasi il 70% negli ultimi 50 anni a causa dell’attività umana.

I ricercatori hanno scoperto ulteriori prove che le correnti oceaniche si stanno indebolendo

Un articolo , pubblicato sulla rivista Nature a marzo, suggerisce che l’attuale rallentamento dell’AMOC è “senza precedenti in oltre mille anni”. L’AMOC modella il clima in diversi continenti, quindi qualsiasi rallentamento importante porterà conseguenze importanti che potrebbero includere un aumento più rapido del livello del mare in alcune regioni, uragani più forti e altri cambiamenti meteorologici, per non parlare degli impatti sugli ecosistemi marini.

Il fumo degli incendi può trasformare il cielo in un arancione apocalittico

california incendi clima

©Shutterstock/Tom Reichner

Se c’è stato un giorno nel 2020 che ha definito l’emergenza climatica, potrebbe essere stato il 9 settembre, quando il cielo sopra San Francisco è diventato completamente arancione. I forti venti avevano trasportato nell’atmosfera sopra la città il fumo degli incendi che bruciavano in tutta la California. Le particelle di fuliggine hanno assorbito o riflesso la luce blu del sole, lasciando passare solo la luce arancione. Ma ciò che ha reso l’immagine virale non è stata tanto la scienza, ma ciò che simboleggiava: una crescente catastrofe climatica.

Risolto il mistero del perché i wombati fanno la cacca quadrata

Certo, potrebbe non averti tenuto sveglio la notte, ma il mistero della cacca del vombato ha lasciato perplessi gli scienziati per decenni. Perché questi adorabili marsupiali robusti, originari dell’Australia e della Tasmania, lasciano le feci quadrate? Grazie a un nuovo studio – pubblicato sulla rivista Soft Matter – ora abbiamo la risposta.

declino degli orsi polari (e il boom degli orsi pizzly)

Avete mai sentito parlare degli orsi pizzly, noto anche come orsi glorali? Non si tratta di animali leggendari, ma di una specie ibrida che esiste davvero, nata da un incrocio tra l’orso polare e il grizzly. Saranno anche affascinanti e maestosi, ma gli scienziati sono concordi nell’affermare che la loro esistenza sia legata a una delle più difficili sfide che la Terra sta affrontando negli ultimi tempi: la crisi climatica. E potrebbero segnare la fine definitiva degli orsi polari, sempre più affamati

Centinaia di fiumi subglaciali si stanno riversando nel cuore del ghiacciaio (in scioglimento) della Groenlandia

Un nuovo studio sui fiumi glaciali della Groenlandia, il primo nel suo genere, rivela importanti implicazioni sul futuro dello scioglimento dei ghiacci e il successivo innalzamento del livello del mare.

Ma, soprattutto, sappiamo che possiamo ancora salvare il Pianeta!

Il nostro mondo sta vivendo un declino senza precedenti nelle interazioni uomo-natura, con pochi segni di rallentamento. Questo allontanamento delle persone dalla natura sta alimentando un declino della salute pubblica, del benessere personale e della comprensione dell’importanza di proteggere e preservare il nostro ambiente.

Le sfide che dobbiamo affrontare sono evidenti: dal crisi climatica, perdita di biodiversità, pandemie emergenti, ingiustizia sociale. Troppo spesso, queste sfide sono così intimidatorie che ci sentiamo impotenti di fronte alle loro dimensioni e portata.

In verità, non siamo mai stati meglio attrezzati e non abbiamo mai avuto più capacità di adesso per affrontare questi problemi. Durante la Giornata della Terra, impegniamoci a continuare a lavorare tutti insieme per trovare soluzioni reali e sostenibili, per garantire un futuro in cui il mondo naturale sia accessibile e sano e in cui la natura non sia una reliquia del passato.

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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