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In Italia meno frutta, olio e miele a causa dei cambiamenti climatici

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In occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione che si celebra oggi, il WWF ha pubblicato un nuovo report che fotografa la situazione dell’agricoltura italiana alle prese con i cambiamenti climatici. Come potrete immaginare, i dati non sono affatto confortanti.

Il clima rischia di mettere seriamente in pericolo la produzione agricola italiana e, di conseguenza, ciò che arriva sulle nostre tavole. Purtroppo, i primi segnali di questa tendenza già si sono fatti notare. Parliamo del report “2021 effetto clima: l’anno nero dell’agricoltura italiana” all’interno del quale si evidenzia come i cambiamenti climatici abbiano inciso drammaticamente sulla produzione di alcuni prodotti tipici del nostro territorio, facendo schizzare i prezzi alle stelle.

Nel 2021 sono stati ben 1500 gli eventi estremi che hanno portato siccità, nubifragi e caldo record. Nel nostro paese quest’anno c’è stato un aumento del 65% di nubifragi, alluvioni, trombe d’aria, grandinate e ondate di calore rispetto agli anni precedenti. 

Tutto questo, inevitabilmente, ha avuto ripercussioni sul settore agricolo. Secondo i dati del WWF, il miele ha visto una produzione calata fino al 95%, l’olio fino al 80% in alcune regioni del centro-nord mentre per quanto riguarda la frutta il calo medio è stato del 27% ma con picchi del 69%, basti pensare che 1 pera su 4 è andata perduta a causa del clima estremo. Non a caso il 2021 viene definito da tanti come “l’anno nero dell’ortofrutta italiana”.

Anche il riso (-10%) e il vino (con cali fino al 50%) hanno registrato una situazione pesante, così come il pomodoro di cui il caldo torrido estivo ha accelerato la maturazione e a livello logistico non c’è stata la possibilità di raccoglierlo, trasportarlo e lavorarlo. È andato perduto così circa il 20% del raccolto.   

Tutto questo potrebbe avere pesanti conseguenze sui consumatori che, di fronte ai prezzi notevolmente aumentati di alimenti sani come alcune varietà di frutta e verdura, potrebbero iniziare a limitarne il consumo, peggiorando di fatto il valore nutritivo della loro dieta quotidiana.

Il problema dei cambiamenti climatici ci riguarda dunque molto da vicino, lo ribadiamo, e ha davvero tante sfaccettature che non sempre consideriamo.

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Fonte: WWF

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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