Cucciolo di cane salvato da una scimmia

In Islanda è stato inaugurato il più grande impianto di cattura e stoccaggio di CO2. Assorbe fino 4000 tonnellate di anidride carbonica all’anno

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Si chiama Orca il più grande impianto al mondo in grado di aspirare l’anidride carbonica dall’aria. Ed è già realtà. L’innovativo macchinario, che prende il nome dal termine islandese orka (che significa “energia”) è stato avviato ieri per la prima volta in Islanda, nei pressi della capitale Reykjavik. A svilupparlo la start-up svizzera Climeworks, che si è posta l’obiettivo di catturare l’1% delle emissioni globali annuali di anidride carbonica entro il 2025. Per il momento Orca è capace di assorbire fino 4000 tonnellate di CO2 all’anno. Un piccolo, ma importante, passo per combattere la crisi climatica.

Come funziona l’impiatto Orca

Orca è un innovativo impianto (il più grande mai realizzato) di cattura diretta dell’aria e stoccaggio di CO₂. La costruzione di Orca è iniziata nel maggio 2020 e si basa su una tecnologia modulare avanzata, sotto forma di innovative unità di raccolta impilabili delle dimensioni di un contenitore. 

Queste unità sono potenti e compatte con un ingombro fisico minimo. Ciò ha consentito a Orca di essere operativa in meno di 15 mesi – spiegano i suoi ideatori – Rispetto alla tecnologia precedente, l’utilizzo dell’acciaio nelle unità di collettore è stato ridotto di circa la metà per unità di produzione. La tecnologia Orca può essere facilmente replicata in diverse località in tutto il mondo e su vasta scala, in modo flessibile ovunque siano disponibili ampie condizioni di energia rinnovabile e di stoccaggio. Situato in posizione strategica adiacente alla centrale geotermica Hellisheiði di ON Power, Orca funziona completamente con energia rinnovabile.

Grazie alla collaborazione con Carbfix, un progetto islandese di stoccaggio di CO2, l’anidride carbonica catturata viene in seguito mescolata con l’acqua per essere pompata in profondità nel sottosuolo, attraverso un processo chiamato mineralizzazione. 

Ma quanta energia è necessaria per catturare la CO2 attraverso l’impianto?

È bene chiarire innanzitutto che l’azienda svizzera utilizza soltanto energia rinnovabile, proveniente ad esempio dai rifiuti. Il consumo energetico previsto per un impianto come Orca è di circa 2mila kWh di calore e 650 kWh di elettricità per tonnellata di anidride carbonica catturata, che corrisponderebbe a circa un quarto dell’energia consumata in media da una famigli americana in un anno. 

Quanto tempo richiede la costruzione e di un impianto di cattura di CO2?

Al momento Climeworks ha attualmente 15 macchine in funzione in tutta Europa, di cui alcune vendute a grosse aziende. La costruzione e l’installazione di un impianto richiedono in genere da uno a due anni e ogni macchinario ha una durata di circa 10 anni, anche se Climeworks intende rendere i prossimi impianti ancora più resistenti per farli funzionare più a lungo. 

Si tratta di una tecnologia sicura? 

La cattura e lo stoccaggio di CO2 attraverso l’impianto Orca sembra non presentare rischi, neanche in caso di incendi. 

Il processo pionieristico di trasformazione dell’anidride carbonica in pietra è sicuro – spiega Climeworks – Avviene attraverso una combinazione di cattura di anidride carbonica dall’aria e rapida mineralizzazione sotterranea, un processo naturale per cui l’anidride carbonica reagisce con la roccia basaltica per diventare materia solida di calcite (un’altra forma di roccia) entro pochi anni. Nessuna condizione atmosferica o incendio può danneggiarlo o provocare un’esplosione di anidride carbonica: in questa forma di calcite il gas serra viene rimosso dall’atmosfera in modo permanente e sicuro. Le condizioni basaltiche nelle centrali geotermiche esistenti in Islanda ne fanno uno dei posti migliori per avviare lo stoccaggio permanente di anidride carbonica.

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Fonte: Climeworks

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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