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Per la Cop26 anche i giornali dovrebbero iniziare a parlare correttamente di crisi climatica

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Quanto parlano i media di crisi climatica? In che termini? Ne danno la giusta rilevanza? Ci dicono tutto? Da più parti, dagli attivisti in piazza agli Enti istituzionali, si leva un grido: parlatene tanto e parlatene correttamente!

A quasi un mese dalla Cop 26, il summit sul clima di Glasgow del prossimo novembre, si fa urgente una domanda: sappiamo proprio tutto sulla crisi climatica? Quello che leggiamo è sufficiente per farci un’idea ben precisa dei pericoli che stiamo correndo? Della ormai nota giustizia climatica, della Green Finance, delle “zero emissioni nette”.

Negli ultimi anni molte importanti realtà giornalistiche (The Guardian e The Washington Post per citarne alcuni) hanno decisamente cambiato rotta e hanno cominciato a trattare la crisi climatica con maggiore attenzione e profondità, adattando anche le redazioni a una copertura globale e trasversale.

Ma in Italia? Noi di greenMe, testata che tratta prettamente di tematiche ambientali oramai da più di un decennio e l’unico giornale di ambiente nella Top 100 dei media italiani online, ce la mettiamo tutta. Da Greta a Trump, passando per le popolazioni indigene e gli eventi climatici estremi, dal riscaldamento globale agli allevamenti intensivi, cercando opinioni, dibattiti, punti di vista differenti, e ancora numeri reali e dati certi, ricerche scientifiche e riviste internazionali. Tutto, ma proprio tutto, al servizio della più completa informazione.

Leggi anche: greenMe compie 12 anni e fa brillare l’informazione ambientale anche ai tempi della pandemia

Ma, secondo i dati dell’ISTAT e dell’Eurobarometro, per i cittadini italiani la fonte d’informazione preferita in materia ambientale rimane quella dei programmi televisivi. Il tema viene trattato principalmente in correlazione con emergenze meteorologiche, che vengono ascritte alla generica definizione di “maltempo”, quando sarebbe opportuno spiegare che i devastanti incendi della California così come le rovinose grandinate nel veronese siano tutte facce della stessa emergenza.

Per questo motivo, poche settimane fa gli attivisti di Extinction Rebellion hanno occupato le sedi di alcuni giornali, radio e televisioni a Milano rimanendo seduti a terra e reggendo, in silenzio, tre cartelli: “Codice rosso per l’umanità: il clima è già cambiato“, “I governi parlano e non decidono” e “Aiutateci a raccontarlo”.

I media possono giocare un ruolo centrale in questa crisi, alimentando la creazione di un discorso pubblico che metta al centro la più grande emergenza che l’umanità si sia mai trovata ad affrontare e portando alla luce le responsabilità politiche e le evidenze scientifiche che ne stanno alla base. È necessario che la crisi climatica ed ecologica non venga più raccontata come semplice fatto di cronaca, ma diventi la narrazione del nostro presente.

La richiesta di EuCliPa.Italy

Anche EuCliPa.Italy la Community di Ambasciatori italiani del Patto per il Clima europeo (EU Environment and Climate), lancia un appello ai media italiani per proporre azioni di comunicazione volte a coinvolgere la società civile nella promozione attiva di comportamenti e politiche a favore di una Cultura Climatica condivisa

Riceviamo e pubblichiamo la lettera-appello ai media da parte dei 37 ambasciatori italiani del patto per il clima nominati dalla Commissione europea

Gentile,

siamo la comunità italiana degli ambasciatori del Patto per il Clima europeo (EuCliPa.Italy), la nostra missione è quella di fare da tramite tra la società civile, i portatori di interessi e la Commissione Europea, al fine di raggiungere quante più persone possibili per informarle e ispirarle a sostenere le azioni per contrastare gli effetti del clima che cambia. Ci rivolgiamo a lei perché con il suo supporto, vorremmo riuscire a veicolare nella maniera più efficace possibile l’impatto che il cambiamento climatico sta avendo sul nostro pianeta.

Le evidenze scientifiche sul progredire delle conseguenze del cambiamento climatico non mancano, citiamo ad esempio la netta presa di posizione espressa da oltre 11.000 scienziati con l’articolo “World Scientists’ Warning of a Climate Emergency”, pubblicato su Bioscience (70 (1): 8-12. 2020).

Uno degli ostacoli maggiori è che gli effetti del cambiamento climatico sono da sempre percepiti come lontani nel tempo e nello spazio, mentre invece sono “qui e ora”.                                                                                                                                                                        

C’è bisogno, a nostro avviso, di un’informazione che sappia descrivere come il problema si sia già palesato, e come le conseguenze siano già strettamente attuali. I Media hanno un ruolo cruciale nel fornire gli strumenti per capire cosa sta accadendo e negli ultimi anni hanno indubbiamente contribuito alla sensibilizzazione, riservando spazi di approfondimento all’argomento.

Un’adeguata informazione dovrebbe appropriarsi della materia scientifica, darle centralità e allo stesso tempo tradurre e semplificare informazioni e dati, per facilitare il processo di divulgazione e per stimolare l’adozione di comportamenti proattivi, che siano in grado di favorire un’azione di consapevole conversione degli stili di vita.

Vorremmo metterci a vostra disposizione e divulgare con il vostro aiuto i temi connessi al cambiamento climatico, raccontando le nostre esperienze sul campo e condividendo conoscenze scientificamente affidabili. Ci piacerebbe provare ad immaginare insieme modi e canali nuovi per creare un piano d’azione che abbia come obiettivo la creazione di una Cultura Climatica condivisa.

Siamo fiduciosi che da un sistema di comunicazione capillare e continuativo in grado di analizzare la tematica in tutta la sua complessità, potranno emergere scenari di speranza che alimenteranno “l’ottimismo della volontà a fronte del (necessario) pessimismo della ragione”.

Contando sul vostro impegno a sensibilizzare i vostri lettori, spettatori e ascoltatori, vi ringraziamo sentitamente e inviamo i nostri più cordiali saluti, restando a vostra disposizione per qualunque esigenza.

Gli Ambasciatori italiani del Patto per il Clima europeo firmatari dell’appello.

Evelina Barbanti
Valeria Barbi
Federico Barbieri – European Youth Energy Network
Rosanna Bellomo
Giuliana Biagioli – Istituto di ricerca sul territorio e l’ambiente “Leonardo”
Alice Casiraghi
Andrea Castellan
Fiorenza Ceniccola
Raniero Chelli
Floriana Cimmarusti – SAFE Safe Food Advocacy Europe
Daniela de Gregorio
Cinzia De Marzo
Isabel de Maurissens
Silvia di Gennaro
Sergio Failla
Luciana Favaro
Annalisa Garlaschi
Irene Ghaleb – Change for Planet
Gianrossano Giannini
Anna Karin Giannotta
Judith Hafner – Rete in Alto Adige per la sostenibilità
Matteo Innocenti
Marina Kovari – Slow Food Bologna
Emanuele Luciani – Galee Sibilline
Andrea Membretti
Astrid Mirabito
Mauro Mussin – Socio Banca Etica – GIT Milano
Maria Chiara Pettenati
Pier Paolo Pichierri
Giacomo Pieretti – Associazione Italiana Giovani per l’UNESCO
Simone Quercia
Stefano Rimini
Jacopo Sala
Mariarosaria Sannino
Chiara Soletti – Italian Climate Network
Gianni Tartari
Bianca Varesio

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Fonte: Extinction Rebellion / EuCliPa.Italy 

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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