“Ci siamo presi il Cop26”: piantare alberi non basta, l’ironia graffiante di Collettivo G di greenMe

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I toni sono ironici e divertenti, ma la questione è molto seria: l’influencer Riccardo Rizzetto, dottore forestale del nostro Collettivo G, spiega cosa si dovrebbe fare davvero per salvare le foreste ospitato nello speaker’s corner più green d’Italia su Instagram

La Cop26 si è conclusa, ma sono troppe le questioni lasciate in sospeso. Una di queste è la lotta alla deforestazione: è stato firmato un patto che prevede lo stop alla deforestazione entro il 2030 e investimenti economici mirati alla protezione delle foreste tropicali esistenti (firmato, tra l’altro, anche dai premier di Russia e Cina), ma questo non basta secondo gli scienziati e gli ambientalisti a fermare l’emorragia di alberi in atto sul nostro Pianeta.

Una delle proposte fatte a margine della Conferenza delle Parti è quella di piantare mille miliardi di alberi: una cifra esagerata e lodevole, ma perché non iniziare a proteggere quelli che già esistono, invece di chiudere gli occhi di fronte alla piaga della deforestazione? È quello che propone Riccardo Rizzetto, alias @from.roots.to.leaves, influencer e youtuber oggi ospite di Collettivo G, che con ironia ci invita a riflettere sul tema della deforestazione. In un video molto divertente, Riccardo pone l’accento su tre questioni fondamentali per riforestare in modo efficace

  1. Conservare le foreste già esistenti. Che senso ha piantare nuovi alberi se in molte aree del mondo (si pensi al Brasile di Jair Bolsonaro) continuano selvagge politiche di deforestazione?
  2. La pianta giusta nel posto giusto. Ogni pianta ha bisogno del suo habitat, ovvero di specifiche condizioni di acqua, luce e terreno: piantare alberi in maniera sbagliata, non tenendo conto delle necessità delle piante e degli ecosistemi, può rivelarsi controproducente e dannoso per la biodiversità, come spiegato anche in questo studio.
  3. Pianificazione e coinvolgimento delle comunità. I nuovi alberi devono trovare non solo un habitat accogliente, ma anche una comunità umana che sappia prendersene cura: senza il coinvolgimento delle popolazioni locali, non può esistere una riqualificazione ambientale di lunga durata.

Collettivo G ed è lo speaker’s corner più green d’Italia su Instagram, ogni venerdì dal 5 novembre: uno spazio accogliente e trasversale dove dare voce a quanti si impegnano ogni giorno, anche con piccoli gesti, per favorire il cambiamento e la sostenibilità attraverso soluzioni concrete. Collettivo G vuole diventare il punto di riferimento del dialogo e della partecipazione sulle tematiche del benessere e del rispetto del pianeta. Allo stesso tempo rappresenta anche uno spazio dedicato alla scoperta: hanno infatti deciso di diventare parte attiva di questo progetto diversi influencer che hanno fatto dell’attenzione all’ambiente e del riuso la loro mission coniugando la creatività all’azione.

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.
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