Tokyo non dovrebbe più essere abitata. L’appello di un medico giapponese

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Tokyo non dovrebbe più essere abitata e bisogna evacuarla. È la ferma convinzione di un medico giapponese, che mette in guardia i residenti sulla contaminazione radioattiva causata dall’incidente nucleare dell’11 marzo 2011 avvenuto alla centrale di Fukushima Daiichi, in seguito a un terremoto e a uno tsunami.

Lo fa nero su bianco, in un saggio indirizzato ai suoi colleghi dal titolo “Perché ho lasciato Tokyo?”, pubblicato nel bollettino dell’Associazione dei Medici di Kodaira. Si chiama Shigeru Mita e si è allontanato dalla città per riavviare la sua professione nel Giappone occidentale. Per lui Tokyo non è più sicura e, ormai da anni, è pericolosa seriamente per i bambini, per i loro genitori, e per chi nascerà in futuro.

Vorrei che i pazienti si recassero in luoghi più sicuri, ma la maggior parte delle persone vuole trasferirsi. Raccomando vivamente a tutti coloro che vivono nella zona a rischio di andare in un posto più sicuro almeno uno o due mesi l’anno. Incoraggio tutti coloro che vivono a Tokyo di effettuare le analisi del sangue il più frequentemente possibile“, spiegava in un’intervista il medico che, dopo 50 anni di attività, ha lasciato la clinica del padre per aprirne un’altra a Okayama.

Mita rileva anche che, negli ultimi 10 anni, aveva lavorato per convincere il governo municipale di Tokyo a distribuire pillole di iodio alla popolazione in caso di incidente nucleare. La sua preoccupazione era proprio che un terremoto protesse innescare un tracollo presso la centrale nucleare di Hamaoka. Tutte le sue richieste sono state respinte, con la scusa che non c’era motivo di aspettarsi un tale incidente.

Quando il disastro si è verificato – anche se in un impianto diverso da quello indicato – Tokyo non ha agito per proteggere la popolazione e non ha ancora preso alcun tipo di provvedimento. Tuttavia, sulla base di indagini del suolo, la contaminazione da radiazione è chiara anche nell’area metropolitana. E i livelli sono peggiori di quelli di varie parti d’Europa a seguito del disastro di Chernobyl.

Prima del 2011, a Shinjuku (la regione di Tokyo, che ospita il governo) si registravano solo 0,5-1,5 Bq/kg. Oggi, nella vicina Kodaira si arriva 200-300 Bq/kg. Tra i 23 quartieri di Tokyo, la contaminazione nella parte orientale è di 1000-4000 Bq/kg e di 300-1000 Bq/kg nella parte ovest. E la situazione sembra peggiorare, per via della pratiche urbane di concentrare i rifiuti solidi in piccole aree come le discariche comunali e gli impianti di depurazione.

Ecco perché, dice, i livelli di radiazione a Tokyo sono aumentati negli ultimi due anni. “Tokyo non dovrebbe più essere abitata, e … chi si ostina a vivere a Tokyo deve fare pause regolari in zone più sicure”, scrive il medico, convinto che le sorti dei giapponesi siano più che mai simili a quelle di ucraini e bielorussi.

Roberta Ragni

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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