©Shutterstock/Alessio Catelli

A Siviglia elettricità dagli scarti: il succo delle arance cadute in strada alimenterà bus e 73mila case

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A Siviglia gli scarti delle arance diventano una eco-risorsa per produrre biogas e alimentare i depuratori d’acqua della città.

Siviglia, nota città della Spagna meridionale, ha avviato un progetto pilota che prevede l’impiego del metano prodotto durante la fermentazione delle arance per generare elettricità pulita. Gli scarti della frutta diventano quindi un valore aggiunto, perché diventano fonti di biogas al servizio dei bisogni della collettività.

Le arance amare, originarie dell’Asia, furono introdotte dagli arabi in Spagna circa 1.000 anni fa e si sono adattate bene al clima regionale. La regione produce circa 15.000 tonnellate di arance ma gli spagnoli non le consumano a sufficienza e la maggior parte della frutta viene esportata in Gran Bretagna, dove viene trasformata in marmellata. Le arance amare di Siviglia sono anche l’ingrediente chiave di Cointreau e Grand Marnier. (LEGGI anche: Trucchi e idee per riutilizzare le bucce di arancia)

Ma i 5.7 milioni di chili di agrumi maturi che i 48.000 alberi della città di Siviglia spargono lungo le strade nella stagione invernale sono diventati un pericolo per i pedoni e un grave problema per gli operatori ecologici municipali. Il consiglio comunale impiega circa 200 addetti alla raccolta dei frutti marci dalle strade urbane.

Il progetto-pilota

Per questo, è stato lanciato uno schema innovativo ed ecologico per produrre un particolare tipo di “succo”, completamente diverso dalle arance “indesiderate”: l’elettricità.

Questo nuovo progetto-pilota, ideato da Emasesa, la compagnia idrica municipale, prevede l’utilizzo di 35 tonnellate di frutta per generare energia pulita che farà funzionare uno degli impianti di depurazione dell’acqua della città. Le arance verranno convogliate in una struttura preesistente che genera elettricità dalla materia organica.

Man mano che le arance fermentano, il metano catturato verrà utilizzato per azionare il generatore. Emasesa, grazie al suddetto progetto, è ormai diventata un modello di riferimento in Spagna in termini di sostenibilità e lotta al cambiamento climatico. Per raggiungere l’obiettivo di riciclare al 100% le arance della città, è stato stimato che l’amministrazione di Siviglia dovrebbe investire circa 250.000 euro.

Il succo delle arance è fruttosio costituito da catene di carbonio molto corte; durante il processo di fermentazione, il rendimento energetico di queste catene di carbonio è molto alto. Le arance, che da rifiuto sono trasformate in risorsa, sono nettamente più economiche di altre fonti di energia. Non solo fanno risparmiare denaro nelle casse del municipio, ma sono anche fonti di energia pulita, a tutela dell’ambiente e dei cittadini.

Come accennato, l’obiettivo iniziale del progetto è utilizzare l’energia prodotta per far funzionare gli impianti di depurazione dell’acqua di Siviglia, che consumano quasi il 40% dell’energia necessaria a fornire alla città acqua potabile e servizi igienici.

Grandi potenzialità e benefici per l’ambiente

Tuttavia, l’obiettivo di lungo periodo sarebbe quello di rimettere in rete l’elettricità in eccesso. Il team che sostiene il progetto ritiene che le prospettive future della nuova impresa siano rosee, considerata l’enorme quantità di frutta che, se non impiegata, andrebbe in discarica o sarebbe usata come fertilizzante.

I test finora effettuati hanno infatti dimostrato che 1.000 kg produrranno 50 kWh, sufficienti per fornire elettricità a cinque case per un giorno intero. È stato calcolato che, qualora tutte le arance della città venissero riciclate e l’energia venisse reimmessa nella rete, ben 73.000 case potrebbero essere alimentate a biogas. Un traguardo notevole.

Secondo il sindaco di Siviglia, tale progetto aiuterebbe a centrare una serie di obiettivi strategici per la città, quali la riduzione delle emissioni, l’autosufficienza energetica e lo sviluppo di un’economia circolare.

Fonti: Aquapublica.eu/Ayuntamiento de Sevilla

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Donatella Vincenti. Laureata in Lingue e Scienze Politiche, nel 2017 ha conseguito un dottorato alla Luiss sulla transizione ecologica nel mondo arabo-islamico. Nel 2015 ha curato la rubrica "Green Islam" per la webradio Radio Bullets.
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