Qualità della vita 2018: quali sono le città italiane dove si vive meglio?

Bolzano

Il Nord Est si conferma l’area italiana dove si vive meglio, con Bolzano, Trento e Belluno sul podio. Scende inesorabilmente Roma, mentre rimonta in generale il Sud. Le migliori sono le città medio-piccole

Qual è la città dove si vive meglio in Italia? I risultati dell’indagine curata da Italia Oggi Sette confermano ancora una volta Bolzano come città nella quale per ambiente, lavoro, tempo libero, scuola ed economia si vive meglio. Seguono a ruota ancora una volta Trento e Belluno, dove ai cittadini è garantita la vita migliore. Ma come si posizionano le altre città?

Per analizzare la qualità della vita nel Belpaese nell’annuale classifica pubblicata da Italia Oggi Sette in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma sono stati presi in considerazione nove indicatori: affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero, tenore di vita.

Per la classifica annuale sulla Qualità della vita, giunta alla ventesima edizione, insomma, Bolzano riguadagna la prima posizione, che già si era meritata nel 1999 (prima edizione dell’indagine), nel 2001, nel 2007 e l’anno scorso. Si confermano, invece, alla seconda e alla terza posizione rispettivamente Trento e Belluno, mentre in coda alla classifica, che quest’anno ha finalmente due città del Sud già nella metà (Teramo e Matera), si piazza Vibo Valentia.

Quel che emerge è senza dubbio che si conferma una tendenza: la buona qualità della vita in Italia è peculiarità delle piccole e medie città del Nord-Est e, in misura minore, del centro. Basti pensare che nelle prime 35 posizioni della classifica solo Aosta inverte la tendenza. Inoltre, altra indicazione interessante, la città ideale ha mediamente 100 mila abitanti. Nelle prime 40 posizioni, infatti, solo Verona e Padova hanno poco più di 200 mila abitanti, mentre Brescia, Parma, Modena, Reggio Emilia, Bergamo, Trento, Forlì, Vicenza, Bolzano e Piacenza ne hanno più di 100 mila, tutte le altre 28 hanno un numero di abitanti inferiore. Questa tendenza è confermata anche dalle non esalanti posizioni di classifica delle città più grandi: Milano è al 55° posto, Torino è al 78°, Roma all’85° (che perde ben 18 posizioni rispetto all’anno scorso), Palermo al 106° e Napoli al 108°.

Dalla quarta alla decima posizione si trovano tutte città che hanno recuperato rispetto all’anno scorso, salvo una, Treviso, che è passata dalla sesta alla nona posizione. Al quarto posto Siena (era undicesima), seguita da Pordenone (nona nel 2017) e da Parma, migliorata di una posizione. In forte ascesa Aosta e Sondrio, rispettivamente settima e ottava. Decima Cuneo, salita di tre posti.

Il 2018 conferma lo sfumare del contrasto Nord-Sud in termini di buona qualità di vita legata al benessere economico, mentre si acuisce il divario fra piccoli centri (in cui si vive meglio) e grandi, in cui la vita è invece sempre un po’ più difficoltosa. Mentre, in generale, la classifica dice che in Italia un po’ meglio: nel 2018 sono 59 su 110 le province in cui la qualità della vita è risultata buona o accettabile, rispetto alle 56 del 2016 e del 2017 (è il migliore dato registrato negli ultimi cinque anni).

classifica città

Ambiente, le migliori città italiane

Netta inversione di tendenza nella classifica riguardante l’ambiente. Una nuova metodologia di elaborazione dei dati rispetto agli anni precedenti, infatti, premia le iniziative di ecosostenibilità attuate dalle amministrazioni locali, impattando sulla composizione delle province che figurano nelle posizioni di testa che, a differenza degli anni scorsi, si trovano per lo più nell’Italia meridionale e insulare.

È così che al primo posto figura Brindisi, seguita Medio Campidano, Foggia e Matera. Appartengono al gruppo di testa la provincia di Belluno, tre province dell’Italia Centrale (Ascoli Piceno, Macerata e Fermo) , mentre le restanti 14 province censite nel gruppo di testa sono nel Sud e nelle Isole.

classifica ambiente

Nel complesso, il numero di province nelle quali la qualità ambientale è risultata buona o accettabile (50) è inferiore a quello registrato nel 2017 (57). Viceversa risulta stabile il numero di province con una qualità ambientale scarsa, che passano da 35 della passata edizione a 36.

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Germana Carillo

Giornalista pubblicista, classe 1977, laureata con lode in Scienze Politiche, Direttore di Wellme.it per tre anni, scrive per Greenme.it da dieci anni.
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