Cucciolo di cane salvato da una scimmia

Gli alberi potrebbero salvare le nostre città, invece li piantiamo per poi farli morire in breve tempo

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Sentiamo spesso dire da scienziati ed esperti che una delle strategie per ridurre CO2 e temperature è quella di piantare alberi. Riforestare, ma anche mettere a dimora nuove piante in città, potrebbe infatti aiutarci a contrastare in parte gli effetti del riscaldamento globale.

Eppure, nonostante le numerose iniziative che promettono migliaia o addirittura milioni di nuovi alberi, si fatica a vedere nuove piante messe ai dimora nei centri urbani e quelle poche che si vedono sono troppo spesso abbandonati alla morte in brevissimo tempo.

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A volte il problema risiede nella scelta della specie. Se si scelgono alberi non adatti all’esposizione, al terreno o poso resistenti agli eventuali patogeni presenti nell’area, la pianta sarà condannata.

In altri casi la morte della pianta è determinata da una messa a dimora scorretta, o perché non si offre sufficientemente terreno per le radici, o perché non si offre un’adeguata protezione al tronco.

Ci sono poi le potature, che se non eseguite in modo corretto, indeboliscono la pianta, ne compromettono la crescita e ne determinano la morte nel tempo.

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Non mancano gli alberi abbattuti perché non si considerano eventuali infrastrutture già presenti al momento della messa a dimora, che potrebbero interferire con lo sviluppo della pianta. Quando questo succede, cioè quando l’albero è di intralcio a muri, abitazioni, parcheggi, ovviamente a farne le spese è l’albero.

Alcune situazioni in cui si costringono gli alberi sono quasi incredibili, ad esempio quando si decide di cementificare o asfaltare l’area alla base del tronco.

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Nella maggior parte dei casi però, c’è un motivo molto semplice per cui gli alberi hanno vita breve, soprattutto quelle appena piantate: nessuno si preoccupa di dare loro acqua. Le piante, strano a dirsi, hanno bisogno di acqua per poter sopravvivere e soprattutto nei mesi in cui le precipitazioni sono scarse o assenti e nei primi anni di vita dell’alberello, qualcuno deve preoccuparsi di fornire acqua alle piante.

Questo aspetto semplice ma fondamentale sembra sfuggire alle tante amministrazioni sparse per il Paese, che dopo aver messo a dimora uno o più alberi – magari con una cerimonia in cui si sottolinea l’importanza delle piante per la città – abbandonano completamente le piante e le condannano a morte certa.

A volte, qualche cittadino se ne accorge per tempo e corre ai ripari e con un banale innaffiatoio salvando la vita a qualche esemplare.

Erbacce e dintorni

Erbacce e dintorni

Eppure, gli alberi urbani svolgono compiti importanti: non sono solo belli, ma garantiscono ombra d’estate, mitigano l’effetto di piogge e venti, isolano dai rumori, offrono riparo a numerosi animali, assorbono CO2 e altri inquinanti, rilasciano ossigeno, riducono la temperatura, regolano l’umidità e migliorano l’umore. Non sono sufficienti queste ragioni per prendersene cura, o almeno per dare loro da bere?

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Fonti di riferimento: Arboricoltura Urbana, Francesco Ferrini-Facebook/Erbacce e dintorni-Facebook

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Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
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